Las Encinas, uno degli istituti più prestigiosi, nonché costosi, spagnoli.
Qui tre studenti di umili origini ottengono una borsa di studio per poter studiare nell’Élite.

Ma qualcosa non è andato per il verso giusto…..

Questa la macro trama di Élite, serie spagnola ideata da Carlos Montero e Darío Madrona e sbarcata su Netflix il 5 ottobre 2018.

Diciamoci la verità, il trailer mi ha ingannato.

Si vedono scene di un interrogatorio, si intravede qualcosa di “quello che è andato storto” e si vedono scene di vita scolastica.

Perfetto, ho pensato. Siamo di fronte ad una versione “simil Riverdale”, che come ho detto nel post dedicato, mi aveva entusiasmato.

E quindi ho iniziato questa prima serie di Élite.

Il primo degli otto episodi si apre da quello che è, di fatto, il finale.

Un ragazzo di nome Samuel,

Élite

sconvolto per quello che è appena accaduto e coperto di sangue, viene interrogato dalla polizia.

Da li partirà un lungo flashback che ci porterà nuovamente alla scena di apertura.

Samuel, Christian, Nadia sono tre ragazzi di umili origini che ottengono l’accesso a Las Encinas dopo aver vinto una borsa di studio.

Élite

I tre ragazzi non vengono accolti nel migliore dei modi dagli altri studenti che li “ghettizzano”.

Tutta la storia verterà sulla ricostruzione dell’anno scolastico, svelando “gli scomodi segreti” di buona parte dei protagonisti.

Evitiamo di fare spoiler sulla storia, e veniamo alle mie considerazioni.

Élite

Dalla mia presentazione sembra realmente essere di fronte ad una versione spagnola di Riverdale, ma così vi assicuro non è.

Infatti il fatto che apre la storia, è solo una “mossa” per raccontare la vita degli studenti della scuola.

Per quanto il ritmo narrativo è ben sviluppato, insieme ai vari protagonisti, del lato thriller c’è praticamente poco e niente.

Tutta la storia ruota attorno ai personaggi, al loro background e alle interazioni col resto della classe.

Si sviluppano molti argomenti “attuali”, come il razzismo, la diversità culturale, l’omosessualità, il sesso, la droga la fede religiosa ma, soprattutto la differenza tra poveri e ricchi.

Sicuramente di tutto il cast ci sono personaggi più interessanti nel loro sviluppo, specialmente Nadia e Guzmán

Élite

oppure Carla e Christian.

Élite

Paradossalmente il protagonista Samuel è quello meno interessante.

Il problema è che, per quanto possano essere attuali gli argomenti, non era quello che mi aspettavo dalla serie.

Come già detto mi aspettavo un thriller che mi tenesse incollato negli otto episodi della stagione. Ci sta l’evoluzione e la caratterizzazione dei personaggi, ci stanno i temi fulcro della storia, ma diciamocela, mi aspettavo Riverdale e mi sono trovato in Skins.

Élite

Detta francamente si è voluto tentare di fare qualcosa tipo la prima stagione di “Thirteen reasons why” cercando di far emergere alcuni “temi spinosi”.

Élite

Ma se la storia di Hannah Baker mi ha tenuto incollato nella sua storia registrata nelle famose cassette, i ragazzi di Las Encinas mi hanno annoiato.

Tra l’altro la serie e il modo di rappresentare i “temi spinosi” non la consiglierei come tema di discussione scolastico, come invece feci invece dandovi le mie impressioni della prima stagione di Tredici.

Perché? ma semplicemente per le fin troppo esplicite scene di sesso. Non a livello dei film hard ovviamente, ma sicuramente le scene lasciano poco spazio all’immaginazione.

Élite

Tiriamo quindi le conclusioni.

Élite è una serie che inganna, almeno io sono rimasto “scottato” dal trailer.

Vengono raccontati temi attuali e spesso spinosi, in maniera anche interessante a livello di sviluppo di alcuni protagonisti, ma che però non mi ha coinvolto in nessun modo.

Onestamente in 8 episodi mi sono annoiato molto delle vicende e dei fatti raccontati.

Negli otto episodi si arriva al fulcro della storia, per cui si arriva ad una conclusione chiara e definitiva.

Il cliffhanger finale apre ad una possibile seconda stagione, già confermata da Netflix, che potrebbe avere dei risvolti più thriller.

La seguirò? sicuramente no, visto la scottatura di cui parlavamo prima e la noia generale del primo ciclo.

See you next

Élite

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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