Il Blu-Ray della settimana: ‘Manhunt’, il grande ritorno di John Woo!

Il Blu-Ray della settimana: ‘Manhunt’, il grande ritorno di John Woo!

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Dopo aver inaugurato questa rubrica parlando di ‘The Taking of Tiger Mountain’ di Tsui Hark, facendo i doverosi riferimenti al suo collega John Woo, proseguiamo con immenso piacere la rubrica “Il Blu-Ray della settimana”, parlandovi proprio di ‘Manhunt’, ultimo film del regista di ‘The Killer’, ‘A better Tomorrow 1’ (e 2) e ‘Bullet in the Head’!

John Woo ritorna all’azione pura, dopo essersi misurato in modo eccellente con il wuxiapian (ci riferiamo a Red Cliff, non avendo potuto vedere The Crossing, per mancata distribuzione, poveri noi…!).

MANHUNT, 2017, di John Woo

IL MIRACOLO SI COMPIE ANCORA

Il prodigio di Manhunt è che, in ogni sequenza, John Woo dimostra di continuare ad essere originale, riuscendo a creare un nuovo Cult del genere.

Una nuova alba Action nella sua carriera!

DIGRESSIONE SUL MONDO DELLA DISTRIBUZIONE ITALIANA

(MA RICORDIAMOCI CHE LA RESPONSABILITA’ E’ DI CIASCUNO DI NOI)

[se siete interessati e curiosi riguardo il film saltatela pure, e leggetela un’altra volta!]

E’ semplicemente incredibile (per non dire scandaloso!) che questo film non sia arrivato nei nostri cinema, quando siamo saturi di film di qualità mediamente bassa. D’altronde, come Manhunt, non è uscito nemmeno un’altro ultimo film degno di nota: ‘Passion’ di Brian De Palma (‘Passion’ di De Palma è l’esempio più calzante di come accadano cose strane nella distribuzione cinematografica, in quanto non è nemmeno uscito nel mercato homevideo! siamo all’assurdo, nonostante avesse anche due attrici protagoniste note e di richiamo, l’ultimo film diretto da De Palma non è uscito in sala!). Ormai siamo arrivati al punto che grandi maestri come loro sono completamente ignorati dal mercato, nonostante siano comunque amati da tante persone per la loro indiscussa capacità! Ma ricordiamoci che a determinare le scelte della distribuzione siamo, prima di tutto noi, in base alle nostre richieste!

Ma, nonostante il dispiacere per la mancata distribuzione in sala, non possiamo che dire ‘GRAZIE ‘CG | ENTERTAINMENT’ e ‘Minerva Pictures’ per aver distribuito ‘Manhunt’ in DVD e Blu-Ray!

Trovo ci sia una buona ragione di più per acquistare e poter vedere questo gioiello di John Woo, a casa propria! Gridare alle case di distribuzione che John Woo è vivo ancora e che vogliamo vedere tutti i suoi film, compresi i completamente snobbati “The Crossing”, e magari i prossimi anche al cinema!

L’ultimo film di Woo arrivato al cinema qui in Italia è la versione internazionale di Red Cliff (escludendo “La congiura della pietra nera” che non è un film completamente di John Woo). Invece di permetterci di vedere i due film costituenti la versione integrale, ci siamo dovuti accontentare della versione internazionale, comunque ne valeva la pena!

Evidentemente noi Italiani dobbiamo essere più aperti al cinema orientale. Sogniamo, insieme, un futuro in cui non arrivano per il 70-80 % film statunitensi (tra i quali il 60-65 % non vale assolutamente nulla) e per il restante 20-30 % film italiani perlopiù privi di alcun valore artistico  e solo una minima percentuale di film di altri paesi degni di nota.

Sogniamo, insieme, una distribuzione più varia, che osi investire in qualcosa di nuovo! Esistono tanti cosiddetti “Blockbuster” sudcoreani che valgono mille volte di più di un qualsiasi film standard insipido distribuito in gran quantità sul territorio.

Ma deve essere chiaro, i distributori non cambieranno mai se noi, pubblico, noi appassionati, non mostriamo il nostro interesse e non trasformiamo i nostri sogni in azioni concrete! Già le cose sono cambiate per certi versi, in rispetto a dieci anni fa! Ma non dobbiamo mai smettere di guardare oltre, dobbiamo iniziare a pensare che viviamo in un mondo in cui non devono più esistere frontiere culturali, monopolii culturali che separano i popoli invece di unirli sempre di più! Ma affinchè la situazione cambi, dobbiamo abbattere le frontiere dentro ognuno di noi e agire in un mondo che non veda più queste vuote, inutili, frontiere. E parlare del cinema che ci piace a partire dal nostro cuore!

Il mondo è pieno di persone vuote che si scambiano opinioni vuote per compiacersi e sentirsi gratificati. Nell’arte dobbiamo abbattere questo approccio intellettuale-formale. Un’opera d’Arte se non parte dal cuore e se non arriva al cuore non vale niente. Solo arte viva e che ci fa vivere! Quando ci piace un film dobbiamo sentire che lo vorremmo regalare e che vorremmo condividerlo con tante più persone possibili, come una cosa bella che abbiamo fatto e che vogliamo raccontare a tutti!

Siamo pieni di “Eventi speciali” a 10 euro, e non portiamo in sala l’ultimo film di un maestro del cinema! Bravi… Ma non vogliamo in alcun modo incolpare i distributori unilateralmente, non avrebbe alcun senso! La responsabilità di una mancata consapevolezza artistica dipende da ogni amante del cinema. Noi preferiamo spendere 14,90 di Blu-Ray per vedere e poter rivedere l’ultimo film di John Woo, che 10 euro per vedere solo una volta un film al cinema! Trovo sia ridicolo e vergognoso… Per non parlare del fatto che se mi mettessi a fare degli esempi, sono usciti in forma di Evento Speciale, film decisamente inferiori a questa perla Action. (L’unico evento a 10 euro che sono andato a vedere è “La tartaruga rossa”, e non me ne pento, anche perchè nella nostra distribuzione idiota, non è stato portato nemmeno in Blu-Ray, ma solo in DVD, e figuriamoci, si tratta solo di quello che può essere definito il miglior film di animazione e forse non solo, della storia del cinema?! E chissenefrega di vederlo ad alta qualità, è un cartone animato, a chi gliene po’ frega’ de meno…)

Ma, digressione finita, è arrivata l’ora di parlare di Manhunt!

UN OMAGGIO AL CINEMA GIAPPONESE DI GENERE DEGLI ANNI 70

Manhunt nasce come omaggio ad un film giapponese del 1976 di Jun’ya Sato con protagonista Ken Takakura: Kimi yo fundo no kawa wo watare (la cui traduzione letterale è “Cross the Angry River”, mentre il titolo internazionale è lo stesso ripreso da Woo “Manhunt”).

Sono riuscito a vedere questo film, prima di vedere quello di Woo e vi invito a fare altrettanto, e a scriverci, qualora aveste difficoltà a trovare il film del 1976.

L’ispirazione a questo film è sempre presente, attraverso rimandi più o meno espliciti a questo classico di Jun’ya Sato. Ma non si tratta di un remake (per questo ho deciso di definirlo un “omaggio” più che un remake); come era ‘The Departed’ di Scorsese, che riprendeva puntualmente la sceneggiatura di ‘Infernal Affairs‘ di Andrew Law e Alan Mak (film che vi invito a vedere, insieme ai suoi due seguiti, nel caso abbiate visto soltanto la versione di Scorsese).

Manhunt di John Woo, invece, sebbene riprenda l’intreccio basilare del suo predecessore, lo fa’ in modo davvero originale e arguto. Addirittura, mi sento di dire, che i primi due terzi se non tre quarti del film di Woo, sono molto superiori all’originale giapponese, poichè alcune ingenuità del film del 1976 sono del tutto assenti, mentre il copione di Woo è scritto in modo più realistico e intimo.

UNA REGIA STRAORDINARIA!

(John Woo può girare tutto quello che vuole! E sembrerà possibile!)

Non mancano le licenze poetiche! (compresi i riferimenti ai film precedenti del regista). Mi riferisco a quelle scene che si possono vedere solo nei film di Woo, dove accadono cose insospettabili, ma che, per come sono girate, risultano naturali come veder cadere un frutto maturo da un albero.

Nell’ultima parte il film relega la vicenda in un unico contesto e si distacca totalmente dal celebre passo finale del film del 1976. Probabilmente Woo si è di proposito voluto allontanare dalla sceneggiatura del film originale, in modo da non doversi confrontare in alcun modo con la sequenza più celebre del film, che è poi quella citata nel prologo del suo ‘Manhunt’. Il tocco del finale che ci porta in un’atmosfera quasi Sci-Fi, per poi riportarci nuovamente ai toni dell’incipit, è qualcosa che possiamo trovare solo in un film di Woo così come in certi film orientali che amano così disincantamente, e lo fanno in modo eccellente, cambiare registro, tono e atmosfera in modo così naturale da costituirne un tocco di stile.

Ma qual’è la cosa più sensazionale che posso descrivere, se dovessi in poche parole cogliere uno degli aspetti più riusciti di Manhunt?

Al secondo posto solo dopo la regia, che in un film di Woo fa coincidere sempre tecnica sopraffina e arte cinematografica pura troviamo…

UN CAST CHE INTERPRETA PERSONAGGI MEMORABILI

Il secondo posto va a loro: i personaggi.

Posto che, quindi, spetta di merito a tutto lo strepitoso cast.

I personaggi di Manhunt sono ciascuno protagonista, a modo suo, della sua storia. E la storia di ognuno di loro, si incrocia con quella degli altri, ed ogni personaggio è così ben caratterizzato da risultare amabile, cattivi di turno compresi! (è bello notare come, omaggiando il fim di Jun’ya Sato, Woo abbia scelto un cast quasi interamente giapponese!)

C’è l’avvocato Du Qiu (l’impeccabile Zhang Hanyu, uno dei due attori cinesi fra i protagonisti) la femme fatale Kiko Tanaka (la bellissima, da mozzare il fiato, Tao Okamoto), l’investigatrice alle prime armi (la dolcissima e bravissima Nanami Sakuraba), il detective/eroe Yamura (Masaharu Fukuyama, perfetto contraltare a Du Qiu), menzione d’onore anche per la fantastica coppia di killer professioniste Dawn e Rain (la figlia del regista Angeles Woo, dall’innegabile fascino, nonostante sia praticamente uguale al papà; e l’attrice coreana Ha Ji-won, non meno affascinante,anzi!… vi consigliamo di vederla nell’irriverente, e molto divertente, commedia sudcoreana Sex is Zero), Yoshihiro Sakai il presidente dell’azienda farmaceutica (Jun Kunimura, un veterano del cinema, che era apparso nel 1992 anche nel mitico Hard Boiled) ; il suo figlio, Hiroshi Sakai, educato alle vane ambizioni di potere del padre (Hiroyuki Ikeuchi), la vedova addolorata Mayumi (la soave Stephy Qi, l’unica altra cinese del cast insieme a Zhang Hanyu, dato che Angeles Woo è nata ad Hong Kong); il vecchio saggio Hideo Sakaguchi incontrato da Du Qiu nel suo cammino (il volto caratteristico di Yasuaki Kurata). Ok, sì, sembra un circo di personaggi preso da un fumetto a caso noir Hard-Boiled. Ma, badate bene, John Woo è il maestro di questo genere!

Avete mai visto Bullet in The Head? Una storia di amicia tra la guerra in Vietnam, gli amori giovanili, pallottole, dolore, sofferenza, e sangue?! Tre amici in bicicletta, a rallentatore, e poi uccisioni a non finire, e poi lacrime, e poi altro sangue?! Questo è John Woo! L’anarchia più totale del sentimento che si fa ordine dal chaos nella forma cinematografica.

Attraverso personaggi ben delineati, ben sentiti e pensati, l’intreccio si fa vivo e pulsante! Bastano le prime due sequenze del film per dire a se stessi – No, ma io questo film lo rivedrò ancora! – proprio così mi sono trovato a pensare vedendo solo la prima sequenza. Durante la seconda sequenza mi sono detto – E se questo è l’inizio cos’altro mi aspetta? – e, così, sono andato avanti fino ai titoli di coda!

Con ‘Manhunt’, John Woo mi ha riportato ai tempi della mia adolescenza, quando per fare vedere un film che amavo a qualcuno finivo sempre per rivederlo 4-5 o 6 volte ognivolta che lo facevo vedere. Mentre ero solo alla seconda sequenza del film, dopo il nostalgico prologo, pensavo: “Questo lo devo vedere con la mia ragazza…” […] “Questo lo devo vedere con mio fratello…”

John Woo è un artista eccezionale. Impareggiabile. Perchè, come ogni grande maestro, continua a fare cinema e arte sempre a modo suo, mantendo, oltre all’abilità maturata grazie all’esperienza, il suo cuore di bambino, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ed è per questo che, vedendo ‘Manhunt’, si sente la freschezza dei primi film del regista. Perchè è la stessa freschezza aggiornata ai nostri tempi! John Woo continua a stupirci perchè continua a stupirsi egli stesso, nel fare cinema! Ed ecco che il suo sguardo stupito giunge ai nostri occhi con qualcosa di davvero stupefacente! Ma senza avere gli effetti collaterali delle droghe.

 

Manhunt è la prova tangibile che John Woo c’è!

E ben venga se tornerà presto a stupirci ancora una volta!

*******

NOTE SULL’EDIZIONE ITALIANA

Il doppiaggio italiano è discreto ed è già un motivo per non aver dubbi sull’acquisto di questa edizione distribuita grazie a quelli di CG | ENTERTAINMENT e Minerva Pictures.

Certo è che, per un appassionato a tutto tondo, notando l’ottima recitazione del cast viene subito voglia di rivederlo in lingua originale, anche perchè dopo averlo già visto non si soffrirebbe il fatto di non potersi gustare le scene di azione a causa dei sottotitoli. Appena ho finito di vederlo mi sono fiondato a rivedere alcune scene per poter ascoltare l’interpretazione degli attori stessi ed è stato davvero fantastico. Mi riservo di rivederlo presto in lingua originale. Non vedo l’ora.

E voi? Lo rivedrete anche voi?

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Orpheus

Dalla tenera età di 7 anni suona, legge, guarda film, scrive, pensa, sente e ogni tanto fa qualcos'altro.

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