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‘Kidding’, creatura di Dave Holstein, prosegue nella sua narrazione in bilico tra follia, disperazione e gioia…

Non avete mai visto questo tizio? Bene, qualora non aveste già fatto 2+2…

Costui è Dave Holstein, l’autore della serie ‘Kidding’.

Perchè metterlo così, all’inizio della recensione del terzo e del quarto episodio?

Beh, per dirgli semplicemente una cosa…

Grazie Dave Holstein per aver scritto ‘Kidding’ ed averci riportato un Jim Carrey da Oscar.

Come i primi due episodi, il terzo ed il quarto episodio di ‘Kidding’ continuano con una narrazione poetica, che costantemente si muove all’interno dei sottili movimenti invisibili delle anime dei personaggi. Come poter descrivere l’evoluzione narrativa, ed il finale incredibilmente poetico dell’episodio numero 4?

Siamo fermamente convinti che poche persone stiano comprendendo l’altezza espressiva e artistica di quest’opera cinematografica.

Sì, sarà pure una serie televisiva, ma la statura artistica di ‘Kidding’ è quella di un romanzo raffinato, di un film che scava nel profondo, di un “film d’autore”.

Tanto che non si percepisce alcun elemento “seriale”. ‘Kidding’ è un lungometraggio, più lungo del solito, come un  lungo romanzo diviso in capitoli.

Non vogliamo ripetere ciò che è stato già detto nella recensione dei primi due episodi, che vi invitiamo calorosamente a leggere ma vogliamo che sia chiara una cosa:

‘Kidding’ è una serie assolutamente da vedere (più nel caso che siate appassionati di cinema, che drogati di serie televisive!), e sulla quale non bisogna fermarsi ad un primo giudizio impulsivo. Va vista con la dovuta attenzione, senza alcuna aspettativa e (che sarebbe ancora peggio) senza alcun pregiudizio! Ormai si tende a giudicare non in base a quello che si ha davanti agli occhi, ma in base a quello che si vorrebbe avere davanti agli occhi (e spesso ciò che si vorrebbe avere davanti agli occhi è ben peggio di ciò che si ha davanti agli occhi!).

Se su IMDb ‘Kidding’ ha una media del 7,1 con circa 2500 voti (media comunque dignitosa di questi tempi), è perchè molte persone pensano ancora a Jim Carrey come un comico demenziale e non si aspettavano qualcosa che, invece, era da aspettarsi considerando la precedente collaborazione con Michel Gondry ‘Eternal Sunshine of The Spotless Mind‘: opera complessa e stratificata, che certo non ha nulla a che vedere con il registro comico di Jim Carrey che possiamo vedere in film come “Yes Man” o “Dick & Jane: Operazione furto”, che sono comunque film degni nel loro genere.

Noi siamo sicuri che ‘Kidding’ resterà nella storia del cinema, anche se dovesse restare composto da quest’unica stagione.

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Dave Holstein, Michel Gondry e Jim Carrey sul set di Kidding

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Orpheus

Dalla tenera età di 7 anni suona, legge, guarda film, scrive, pensa, sente e ogni tanto fa qualcos'altro.

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