E se Jack Bauer diventasse presidente degli Stati Uniti d’America?

Per chi ha amato la serie 24 e per chi ha solamente visto il trailer di questa serie, questo potrebbe essere benissimo il riassunto di tutta la trama.

Chiaramente sto semplificando troppo, ma vedremo che poi non siamo così lontani.

Vi darò oggi le mie impressioni sulla prima stagione di Designated Survivor, serie creata da David Guggenheim e in onda originariamente su ABC.

La storia racconta di Thomas Kirkman,

Designated Survivor

un politico americano di scarso rilievo del Gabinetto del Presidente degli Stati Uniti d’America nominato sopravvissuto designato per lo stato dell’Unione, che improvvisamente sale alla carica di Presidente dopo un’esplosione che uccide tutti quelli della linea di successione. Kirkman è alle prese con la sua inesperienza come Presidente mentre cerca di scoprire la verità dietro l’attacco.

Ma perché inizialmente parlavo di 24? beh perché ovviamente Thomas Kirkman è interpretato da Kiefer Sutherland noto, per lo meno a me, principalmente per essere l’agente Jack Bauer, protagonista della serie.

Diciamo che il motore trainante nel guardare la serie è stata proprio la presenza di Sutherland come protagonista.

In fin dei conti dal trailer si capiva che tutto sarebbe ruotato sull’attentato terroristico e quindi lo stile “spionaggio/complottistico” tipico di 24 non sarebbe venuto a mancare.

Ma quindi come sono questi primi 21 episodi?

Diciamoci la verità, i primi episodi sono un pochino lenti. Viene introdotta la figura di Kirkman, viene mostrato il disastro al campidoglio e viene fatta tutta la proclamazione a Presidente degli Stati Uniti.

Designated Survivor

Però i primi episodi non si centrano subito sulla caccia al colpevole, bensì sui problemi di Kirkman nel farsi rispettare come Presidente.

Dopo però alcuni episodi più, diciamo, tranquilli, si passa al vero e proprio fulcro della storia, smascherare gli attentatori.

Senza dubbio è la parte più adrenalinica della storia. Viene introdotta quella che bene o male possiamo definire la “Jack Bauer al femminile della storia”, Hannah Wells,

Designated Survivor

interpretata da Maggie Q, e si torna sui fasti di “ventiquattriana memoria” dove complotti, il fidarsi e non fidarsi del prossimo sono il punto di forza del tutto.

Designated Survivor vuole quindi mostrare due lati ben distanti della storia.

Da una parte il neo presidente Thomas Kirkman che, a contrario di ogni pronostico, riuscirà a farsi apprezzare nel suo ruolo ottenuto per sbaglio sulla carta, dall’altra Hannah Wells e i suoi tentativi di smascherare e fermare gli attentatori.

Se il lato “24” è molto marcato, sia nelle scene d’azione adrenaliche che nei colpi scena non sempre scontati, è invece lo sviluppo del personaggio principale a farla da padrone.

Designated Survivor

Kirkman è un politico qualunque, questo è innegabile all’inizio, però la sua graduale consapevolezza nell’essere “l’uomo più potente del mondo”, la sua politica diplomatica rispetto a vie più militari, ma soprattutto la sua grande umanità e umiltà, lo faranno apprezzare sempre più al popolo americano che inizialmente lo vedeva quasi con disprezzo.

Interessanti anche i personaggi comprimari a partire dal trio formato dal Consigliere speciale del Presidente Emily Rhodes (Italia Ricci),

Designated Survivor

il Capo di Gabinetto Aaron Shore (Adan Canto)

Designated Survivor

e dallo speechwriter Seth Wright (Kal Penn),

Designated Survivor

quest’ultimo anche in funzione di personaggio più leggero con cui si sdrammatizzano alcune situazioni.

Nel corso degli episodi appariranno altri personaggi, tutti a sfumature di grigio, in quanto non sarà mai chiaro fin da subito se sono con il Presidente oppure pronti a mettergli i bastoni tra le ruote.

La serie quindi è un giusto compresso tra un serie politica e una serie di spionaggio. La grossa pecca sono senza dubbio gli effetti speciali, veramente scadenti in molte scene d’azione, in quanto è fin troppo lampante dove e come sono stati usati i vari green screen e effetti speciali.

Va quindi vista? Un’occasione va data, almeno al primo ciclo, abbastanza auto conclusivo, visto che si risolve il caso dell’attentato, ma che nell’ultimo episodio lascia ovviamente lo spiraglio per la seconda stagione.

ABC dopo la seconda stagione ha abbandonato il progetto, però Netflix, sulla quale è disponibile ha già annunciato una terza stagione di 10 episodi.

Provate a darci un’occhiata e discutiamone

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Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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