6 views
0

Per il secondo appuntamento di questa rubrica sulle serie tv un po’ “sottovalutate”, dopo l’articolo su Person Of Interest, vi voglio parlare di un’altra serie: FRINGE.

 

FRINGE – TRAMA GENERALE

Fringe è una serie televisiva Fox nata nel 2008 dal genio di J.J. Abrams. Protagonisti delle vicende sono i membri di una task force dell’FBI di Boston che indaga su casi di sicurezza nazionale. Questa, capeggiata dall’agente della Sicurezza Nazionale Phillip Broyles, si occupa di fenomeni “strani”, difficilmente spiegabili razionalmente che rientrano tutti sotto il nome “Lo schema”. L’agente Olivia Dunham, di fronte a un caso complesso, decide di interpellare uno scienziato: Walter Bishop. Quest’ultimo lavorava per il governo, ma dopo un incidente non molto chiaro era stato dichiarato mentalmente instabile e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Alla giovane agente servirà quindi l’aiuto di Peter, figlio di Walter, non solo per tirarlo fuori dall’ospedale…ma anche per gestire la sua esuberante follia. Da qui in poi nasce la divisione Fringe, che ha lo specifico compito di risolvere i casi legati allo Schema.

 

FRINGE – LE STAGIONI

Man mano che lo spettatore assiste al susseguirsi degli eventi e degli episodi, appare sempre più chiaro quanto la trama sia complessa e folta. Descrivervi le stagioni senza fare spoiler consistenti risulta difficile, in quanto vi è un intreccio di universi paralleli e personaggi che renderebbe difficile spiegare a un profano la situazione. Fondamentalmente, sebbene la prima stagione sia incentrata sulla risoluzione di casi che rientrano nello Schema, man mano che si avanza compaiono nuovi personaggi, che forniscono nuovi pezzi del puzzle. Gente che arriva dal passato, da universi paralleli e persino dal futuro. Chi appare sullo schermo non sempre è chi dice di essere o chi gli autori vogliono che crediamo sia. Il risultato di questi intrecci è una trama sorprendente, ricca di colpi di scena che risultano davvero imprevedibili.

 

FRINGE – LE SIGLE

Un’esperiente unico e curioso è rappresentato da come sono state gestite le sigle della serie. Infatti esse sono parte integrante della storia e servono allo spettatore attento ad orientarsi all’interno della storia. Il fatto che sia una serie di nicchia è infatti sicuramente dovuto all’attenzione con la quale è necessario guardare la serie. La cura nei dettagli maniacale porta a non poter tralasciare nulla, perchè tutto può essere importante: anche quell’unico frame perso per guardare l’orologio.

In pratica, esistono diverse sigle, che non caratterizzano la stagione, ma l’arco temporale o l’universo in cui sono ambientate le vicende di quell’episodio. Quindi avremo la sigla con sfondo rosso che apre gli epsodi ambientati nell’universo regolare. Poi quella a sfondo blu, che invece narra le vicende dell’universo parallelo. Un’esempio della gestione delle sigle, si può avere nell’episodio 8 della terza stagione, in cui Olivia viagga tra i due universi: in questo caso la sigla è un collage tra la rossa e la blu. C’è una speciale sigla anni ’80, che precede due episodi flashback che raccontano le vicende del dottor Bishop quando ancora lavorava per il governo. Poi abbiamo la sigla color ambra, che precede gli epsiodi della quarta stagione, ma spiegarvela equivarrebbe a fare un mega spoiler quindi ci augiramo che ci arriviate da soli. Infine ci sono altre due sigle minori, che non vi anticipiamo per il medesimo motivo.

 

C’è ancora tanto altro di cui parlare, ma speriamo di avervi intrigato dandovi questi piccoli imput. Perchè parlando di più rischierei davvero di cadere nello spoiler e magari farvi passare la voglia di guardare la serie. Perciò se siete amanti dello sci-fi, dell’azione e degli enigmi non potete per nessun motivo perdervi questa serie.

 

Se volete farvi del male, troverete maggiori info sulla pagina Wikia della serie. Io sono Kimikagu, e questo era FRINGE per La serie che non ti aspetti.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.