Su Netflix: ‘Buy Bust’, il delirio action del regista filippino Erik Matti

Su Netflix: ‘Buy Bust’, il delirio action del regista filippino Erik Matti

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‘Buy Bust’, 2018, regia di  Erik Matti

 

‘Buy Bust’ è un film action unico.

Veniamo catapultati in un’operazione anti-droga nel bel mezzo di un sobborgo di Manila. Protagonisti i membri della squadra speciale chiamata per effettuare la missione proprio poco dopo aver concluso l’addestramento.

L’obiettivo è di incastrare un trafficante di droga attraendolo in uno scambio con la collaborazione forzata di un criminale che è stato costretto a tradirlo. Ma le cose andranno ben presto fuori controllo e la missione si trasformerà in un incubo che durerà tutta la notte.

A partire da questo intreccio minimale, ‘Buy Bust’ tiene incollati allo schermo per due ore piene,  e ci accompagna letteralmente in ogni angolo del quartiere, mentre l’operazione antidroga diventa sempre di più una lotta per la sopravvivenza.

Come i due ‘The Raid’ diretti da Gareth Evans (i cui produttori, non a caso, sono anche tra quelli del film di Erik Matti) in ‘Buy Bust’ l’azione è sempre presente, costante dall’inizio alla fine. Non c’è un attimo di respiro; e l’utilizzo di una colonna sonora mai convenzionale ha l’effetto di rendere il film doppiamente straniante! Nella scelta della soundtrack si è osato come pochi hanno fatto! E il risultato è davvero notevole. Vedere e ascoltare per credere.

Il film è ambientato quasi integralmente nella Barangay Gracia ni Maria. Barangay sta per quartiere, e la baraccopoli di Gracia ni Maria che vediamo in ogni suo atomo, per tutta la durata del film è un set enorme costruito ad hoc. Che dire se non che è stato fatto un lavoro eccellente.

Ma, non bastassero le ambientazioni eccezionali, che già creano un’atmosfera unica, e la musica, a rincarare la dose ci pensa anche una regia fenomenale. Nell’ultima mezz’ora di ‘Buy Bust’ Erik Matti ha dato il massimo, e proprio a mezz’ora circa dalla conclusione ci regala un piano sequenza formidabile, in stato di grazia, di circa due minuti e mezzo. Un vero gioiello, dove è possibile notare quanto la musica sia fondamentale e incisiva nel dare al film la sua personalità.

Certo, un difetto è facilmente riscontrabile in ‘Buy Bust’, soprattutto per gli appassionati di film di arti marziali, attenti alla realizzazione tecnica. Spesso e volentieri si percepisce la finzione nel combattere, nonostante delle coreografie perfette e pensate in modo avvincente in modo da tirar fuori il massimo da ogni inquadratura, attraverso il movimento dei perosnaggi e il movimento di macchina. Ma, fortunatamente, compensano questa mancanza riscontrabile in molte occasioni, gli effetti speciali delle ferite e il sangue che scorre a fiumi. E, per certi versi, un’altro fattore rilevante che non fa per nulla pesare questo aspetto è il pensiero che sia un effetto voluto. Tra l’altro, ogni combattimento, debitamente munito di una colonna sonora ben studiata, appare ancor più come una danza macabra, piuttosto che un vero combattimento, e questo apparente difetto potrebbe addirittura diventare un pregio, poichè l’assurdità di tutti questi ammazzamenti esce fuori in modo ancor più dirompente, attraverso questa messainscena. Ed è per questo che ho esordito  con la frase apparentemente azzardata – ‘Buy Bust’ è un film action unico’.

E’ evidente che Erik Matti e i suoi collaboratori hanno fatto tutto il possibile per rendere il tono del film grottesco, parossistico, come d’altronde può essere la reazione di un qualsiasi essere umano, nel constatare che massacri del genere avvengono sul serio ogni giorno in questo mondo disumano. L’unico modo per narrarlo in modo da poterlo vedere era con un tono super-esagerato.

Il cast è perfettamente in parte, e il primo applauso va ad Anne Curtis, nel ruolo di Nina Manigan protagonista dal carisma e dalla presenza scenica unici; il secondo va a Brandon Vera (lottatore della UFC) efficace, sia sul fronte tecnico che recitativo, nell’impersonare Rico Yatco, segnando un esordio che, gli auguro, aprirà per lui una bella carriera da attore cinematografico! Probabilmente anche l’attrice australiana Anne Curtis avrà qualche nuova offerta, grazie a questa prova!

Brandon Vera (Rico Yatco), il regista Erik Matti e Anne Curtis (Nina Manigan)

Per finire di parlare di questo bizzarro e riuscito film c’è un’altro elemento vincente, che ci tengo a sottolineare. Tutti questi ammazzamenti non sono solo un esercizio di stile. ‘Buy Bust’ ci lascia con un finale che più amaro non si può, e riporta tutto l’assurdo girato e visto, alla realtà più cruda. Anche perchè come testimoniano articoli come questo, nelle FIlippine c’è stata sul serio una guerra anti-droga dalle dinamiche, quantomeno sospette: Filippine, 32 morti in un solo giorno: la guerra di Duterte alla droga raggiunge la barbarie

Plauso definitivo per Erik Matti, che continua a girare film a modo suo e, sempre a modo suo, continua a dire qualcosa rivolgendosi nello stile e nei toni, anche ad un grande pubblico (se lo vorrà accogliere). Conobbi questo regista al Far East Film Festival del 2003 con il film Prosti, una storia di prostituzione a Manila dai toni grotteschi e patetici e da una regia ben calibrata. L’anno successivo torno’ al Far East con la divertentissima parodia surreale di Spider-Man dal titolo ‘Gagamboy’. Quando vidi Gagamboy pensai che avrei tenuto d’occhio questo regista bizzarro, anarchico, che girava quello che voleva e come lo voleva girare!

Quando ho scoperto che c’era un suo film su Netflix (il 13 Novembre, il giorno stesso che è uscito qui da noi), non ho aspettato un giorno di più per vederlo.

Chissà cosa ci riserverà per il futuro.

A proposito, chissà che non sia possibile un Buy Bust: Chapter 2?!

Tutto è possibile.

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Orpheus

Dalla tenera età di 7 anni suona, legge, guarda film, scrive, pensa, sente e ogni tanto fa qualcos'altro.

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