My Top 100 Games of all time Parte 3

Terzo capitolo della cavalcata che ci porterà a scoprire i miei 100 titoli preferiti.

Come al solito vi rimando alle precedenti puntate se ve le foste perse.

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Parte 1

Parte 2

Partiamo quindi con la terza decade di titoli.

– Tekken Tag Tournament (1999)

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Perché non Tekken 3 come il 90% delle classifiche? Ovvio perché io ho giocato fino allo sfinimento il Tag Tournament. Seguito del terzo capitolo della saga, vede due sostanziali novità. La prima è l’introduzione di tutti i personaggi presenti nei primi due capitoli della saga che non erano inseriti nel terzo capitolo. La seconda ovviamente è la possibilità di scegliere due personaggi per formare il tag.
Quintalate di gettoni spesi, senza dubbio ero uno dei più forti giocatori nel bowing dove andavamo più o meno tutti i giorni.

– M.U.S.H.A. (1990)

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Acronimo di Metallic Uniframe Super Hybrid Armor, è senza dubbio il mio shooter a scorrimento verticale preferito di sempre. Prodotto per Megadrive impersoneremo Terri una ragazza che pilota il mecha M.U.S.H.A. . Dopo la sconfitta dei suoi compagni di squadra, dovrà farsi strada per fermare il super computer che ha attaccato la Terra nel 2290.
Divertente, molto giocabile anche per i non esperti, è sicuramente uno degli shooter verticali meglio riusciti.

– Splatterhouse 3 (1993)

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Terzo capitolo della saga horror con protagonisti Rick e la Terror Mask. Sono passati 5 anni dalla seconda sconfitta delle forze del male. Rick ha sposato la fidanzata Jennifer ed ha avuto un figlio di nome David, ricominciando una nuova vita. Dopo una notte di incubi, Rick si sveglia non trovando più Jennifer e David. Appare quindi la Terror Mask che gli dice che sono stati rapiti da “The Evil One” una potente entità malefica. Il suo piano è quello di usare i poteri psichici latenti di suo figlio David per ripristinare i poteri della “Pietra Oscura”, manufatto in grado di portare le tenebre su tutta la terra.
Rick quindi dovrà nuovamente indossare la maschera per salvare i suoi cari.
Cambio di gameplay, passando da platform/picchiaduro ad un vero e proprio picchiaduro a scorrimento. La cosa più interessante è sicuramente la storia e il tempo per finire i livelli. Infatti dovremo muoverci velocemente per le varie stanze per arrivare allo scontro di livello prima dello scadere del tempo. Infatti esso influirà l’andamento della storia e il finale raggiunto.
Molto difficile ma veramente un ottimo titolo e sicuramente il migliore della saga.

– Metal Slug 2 (1998)

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Un grande classico delle salegiochi. Personalmente il mio preferito resta il secondo capitolo, spesso giocato in coppia. Uno dei “run & gun” più famosi della storia, che in qualche modo strizza l’occhio ai “duri a morire” dei film degli anni ’80 aggiungendo molta ironia al tutto.
Gioco che va provato se non lo avete mai fatto, ma dubito che chi abbia frequentato le salegiochi non abbia mai messo mano al titolo.

– Soleil (1994)

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Conosciuto anche come Shin Sōseiki Ragnacënty in Giappone lo possiamo definire come il “like Zelda” per Megadrive. Molto divertente da giocare, pieno di rompicapo, ci troveremo nei panni di Corona (non stiamo parlando ne della cantante ne di Fabrizio), un ragazzino di quattordici anni che ha appena ricevuto la spada e lo scudo del padre (morto in battaglia).
Il ragazzo però perderà la capacità di parlare con gli esseri umani e comunicherà solo con gli animali.
Se la storia sembra “canonica” all’inizio, la cosa che mi ha colpito è senza dubbio l’insegnamento che viene dato nel finale, ma eviterei spoiler.

– Virtua Striker 4 (2005)

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Diciamoci la verità, non sono un grandissimo appassionato di giochi sportivi. Però, vuoi che i miei amici hanno sempre prediletto quei titoli, vuoi che bene o male ho imparato a giocarli, Virtua Striker ha sempre avuto una certa importanza nella mia carriera di videogiocatore.
Il quarto capitolo però aveva tutto ciò che mancava agli altri. Venivano introdotte delle novità per i giochi da sala. Per prima cosa avevamo il pulsante dello scatto e si potevano fare dei cambi giocatori tra un tempo e l’altro (altra rarità).
L’unica pecca? non essere riuscito a finirlo col Giappone, squadra con cui mi trovavo molto bene anche nelle sfide a due.

– Final Fantasy VII (1997)

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Altro gioco conosciuto da chiunque. A tutti gli effetti uno dei giochi su cui ho speso più ore di gameplay (oltre le 100). Un gioco che è diventato una pietra miliare sia per la storia, sia per il gameplay sia per i mille segreti, leggende e easter eggs sparse per la rete.
Speriamo che il mito non venga distrutto con il famoso remake annunciato all’E3 del 2015 che ha scaldato gli animi del pubblico.

– Starcraft (1998)

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Uno dei giochi strategici più famosi della storia. Personalmente Starcraft è superiore al suo fratello Warcraft. Questo perché la storia e i personaggi mi hanno coinvolto sicuramente di più. Come non citare Jim Raynor o Sarah Kerrigan vero fulcro della vicenda.
Tre razze molto diverse tra loro e una campagna che ci fa vivere il punto di vista di ognuna di loro.

– Moto Racer (1997)

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A molti questo titolo non dirà molto. Per me rimane uno dei giochi di moto arcade più divertenti che abbia provato. Moto col turbo che impennavano appena premevamo il pulsante, circuiti improbabili come la corsa sulla Muraglia Cinese, due campionati tra strada e cross che differenziavano il gameplay.
Purtroppo dopo il meraviglioso primo capitolo, le cose sono andate scemando con un secondo capitolo fin troppo simile al primo, e un terzo capitolo che aveva delle belle idee, aggiungendo gare in città e gare stunt e trial, peccato che non se lo sia cagato nessuno.

– Cloack Tower (1995)

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Gioco horror creato per il Super Nintendo. Ispirato ad alcune pellicole di Dario Argento, ci troveremo nei panni di Jennifer, una ragazza che vive in un orfanotrofio e che, insieme ad alcuni suoi compagni e la loro tutrice Ms. Mary arriveranno in una misteriosa villa per una possibile adozione.
Purtroppo le cose non andranno per il verso giusto e dopo un blackout Jennifer si ritroverà sola a vagare per la villa.
La particolarità del titolo è che non avremo alcun tipo di arma per difenderci e dovremo limitarci a scappare dalle trappole o dalle insidie della casa. Un gioco molto particolare che, a fronte delle scelte fatte, ci porterà a vari finali non sempre “a lieto fine”.

Bene siamo arrivati alla fine della terza tranche di giochi.

Come al solito parliamone nei commenti e ci vediamo alla prossima puntata.

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