Videogiochi cattivi – PayDay

NEWS PARLIAMONE

Tra i titoli più recenti in tema di “scorrettezza”, sicuramente c’è PayDay. Un titolo diventato un emblema grazie ad alcune caratteristiche peculiari.

Continuiamo questo viaggio all’interno dei “videogiochi cattivi” e questo volta vi parliamo della saga di PayDay. Una serie di titoli da un certo punto di vista controversi, ma in grado di dare grande emozioni, grazie ad un concept molto azzeccato e una componente cooperativa molto coinvolgente.

Il gioco

Sviluppato dalla svedese Overkill Software, PayDay: The Heist è uscito a fine 2011, il 20 ottobre su PC e il 2 novembre sul PS Store europeo.
Un arrivo in realtà un po’ “timido” al punto che il gioco fu rilasciato unicamente in formato digitale.

L’idea alla base del gioco è semplice ed al tempo stesso geniale: si assume il controllo di un rapinatore, e si devono portare a termine dei colpi in varie zone, proteggendo la nostra identità con una maschera. Che si tratti di una banca, di un negozio di gioielleria o un assalto ad un furgone portavalori.

Nella fattispecie, avremo a disposizioni 4 rapinatori professionisti: Dallas, Hoxton, Chains e Wolf.
Nel gioco non è presente una vera modalità storia, a parte riga di presentazione sui personaggi.
Accederemo ad una mappa interattiva, chiamata Crime.net, e da qui prenderemo contatto con alcuni “committenti”, dei loschi figuri che ci illustreranno il colpo che dovremo eseguire, con la possibilità di avere alcune informazioni aggiuntive per preparare ancora meglio il piano.

Immagine alloggiata da servimg.com

Nel 2012, Starbreeze Studio acquisisce Overkill, e viene realizzato un seguito, PayDay 2, questa volta rilasciato in formato fisico, per PC, PS3 e Xbox 360.
Il nuovo gioco, è più una versione “potenziata” che un vero sequel, anche se eredita una realizzazione tecnica un po’ approssimativa e un’intelligenza artificiale poco elaborata, penalizzando fortemente l’esperienza in singolo.

Una delle componenti che aggiunge molta longevità al titolo, è cercare di sbloccare le varie maschere.
Sono moltissime, di diversa natura ed ispirate anche a vari personaggi. Troveremo quella del reduce Rambo, quella di Cthulhu o di Santa Claus, solo per citarne alcune.
Non solo, ma potremo personalizzarle aggiungendo materiali e pattern, al costo di svariati crediti faticosamente sudati durante i nostri “lavoretti”.

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