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Vostro onore, oggi voglio sottoporvi un altro imputato che è accusato di essere un videogioco che non dovrebbe essere giocato da nessuno e merita di essere punito per questo.

Oggi vi sottoporrò il caso di Dark Castle, nella sua versione Megadrive, uscito per la 16 bit Sega nel 1991, anche se il gioco originale è dell’86.

La storia racconta del principe Duncan che, per salvare i suoi cittadini dal Cavaliere Nero, si avventura nel suo castello per spodestarlo.

Il gioco inizia nella sala principale del castello.

Dark-Castle

Duncan dovrà scegliere tra le 4 porte che rappresenteranno le missioni da portare a termine.

La cosa paradossale è che la missione finale, quella dove affronteremo il cattivo, sarà accessibile fin dall’inizio.

Perché? non ci è dato sapere.

Le altre porte rappresenteranno invece delle sessioni tematiche dove dovremo recuperare degli oggetti che, per lo meno sulla carta, serviranno al proseguo della missione.

Partiamo dalla prima porta quella a sinistra.

Entreremo nella zona detta Trouble.

Il nostro scopo sarà attraversare una serie di stanze per trovare alla fine un boia che sta torturando degli ostaggi, sconfiggendolo e seguendo le istruzioni dei prigionieri, recupereremo una chiave.

Dark-Castle

A cosa servirà tale chiave? Me lo sono domandato molte volte anch’io Vostro Onore.

Infatti una volta recuperata la chiave dovremo semplicemente tornare sui nostri passi e uscire da dove siamo entrati.

Le cose paradossali a questo punto sono due:

Controlliamo assieme il referto A

Dark-Castle

Come vedete Vostro Onore, la porta da dove siamo entrati non ha alcun tipo di lucchetto ma semplicemente un’asse di legno a fermarla. Duncan, chiave in mano, si limiterà a togliere l’asse, aprire la porta e uscire.

L’altra cosa assurda sarà la perdita della tanto agognata chiave al ritorno nella sala principale.

Quindi a che scopo abbiamo affrontato i pericoli della zona Trouble, visto che non abbiamo ottenuto alcun beneficio?

La seconda area verrà invece definita Fireball. Direi che è abbastanza scontato capire quale sarà il nostro scopo, ovvero ottenere le fireball.

Anche in questa sessione dovremo affrontare molti ostacoli, in un’ambientazione che ricorda una grotta.

Però anche questa volta c’è uno dei livelli che rasenta il paradossale.

Infatti nella sotto sessione Fireball 3, referto B, vediamo come lo schermo sia diviso in due sessioni orizzontali.

Dark-Castle

E una volta raggiunto il lato destro, verremo spostati alla sessione sotto, come se fosse un unico livello più lungo.

Nell’ultima area incontreremo un mago intento a leggere i suoi libri di incantesimi.

Per raggiungerlo dovremo aprire un muro “laser” tirando nell’ordine le tre leve nell’ordine corretto.

Peccato che non ci sia nessun tipo di indizio.

La terza sessione sarà invece definita Shield, dove dovremo recuperare uno scudo che renderà invincibili fin tanto che sarà attivo, pena non poterci muovere.

Dark-Castle

L’ultima sessione invece porta alla sala del trono dove affronteremo il Cavaliere Nero.

Che poi arrivati alla sala del trono uno si aspetterebbe un combattimento tra Duncan e il villain, ma anche qua ci stiamo sbagliando.

Il nostro cattivone resterà tranquillo a sorgeggiare dal suo bicchiere, tirandocelo addosso quando vuoto, e il nostro scopo sarà tirare quattro leve poste ai lati della stanza per farlo cadere in un baratro evitando o uccidendo i nemici che si presenteranno.

Dark-Castle

E alla fine un misero messaggio di congratulazioni.

Veniamo al gameplay.

Dark Castle soffre di due evidenti difetti che non possono essere giustificati dalla data di rilascio del titolo, visto che due anni prima veniva rilasciato un titolo come Super Mario Bros.

Il primo è la legnosità dei movimenti e la ristrettezza degli stessi.

Duncan potrà correre, saltare salire e scendere scale e corde, sempre con mah.

I salti saranno molto limitati nella loro ampiezza. Questo non è un difetto assoluto visto che non intacca troppo il proseguire dei livelli, come invece succedeva per il precedente imputato.

Il problema grosso sono gli altri movimenti. Infatti pur salendo e scendendo le scale, il nostro eroe non potrà fare altro, primo tra tutto difendersi dai nemici.

Che poi, Vostro Onore, come si difende il nostro principe? con dei sassi.

Non mi vorrà dire che per affrontare il Cavaliere Oscuro nel suo castello pieno di trappole e insidie, non mi procuro per lo meno una spada ma solo delle comuni rocce?

Anche il sistema di combattimento è legnoso come non mai. Infatti per tirare le rocce dovremo prima, da fermi, spostare il braccio del protagonista per puntare e poi sparare, sperando di colpire il bersaglio prescelto.

Onestamente macchinoso, impreciso e alla lunga frustrante.

Vogliamo parlare anche dei semplici movimenti? anche qui si potrebbe aprire un dibattito.

Osserviamo il referto C

Dark-Castle

Vedete quel piccolo scalino evidenziato? Beh normalmente, in un videogioco normale, il protagonista non avrebbe problemi a passarlo.

Invece Duncan, se non saltiamo “il grande ostacolo”, cadrà e rimarrà stordito per qualche secondo in balia dei nemici.

Ma è possibile?

Potrei capire altezze più importanti, ma uno scalino di quella misura non fa paura a nessuno.

Dal punto di vista grafico siamo ai minimi storici. Capisco che è una conversione da Apple Macintosh dell’87 però stiamo sempre parlando di un porting su Megadrive che aveva ben più potenza di calcolo.

Quella grafica, Vostro Onore, avrebbe dato fastidio anche ad un Master System.

E il sonoro? al limite dell’odioso. Pochi suoni su un’unica musica che accompagnerà il giocatore per tutta la missione. Senza dimenticare gli esserini tondi con braccia che si vedevano nel reperto B. Il loro “gne gne gne” continuo è urtante dopo un minuto.

E le missioni di cui abbiamo parlato prima? anche qui un mistero.

Trouble non serve a niente, ma anche fireball e shield.

Queste ultime ci semplificano la vita nel proseguo della missione, è vero, ma potrebbero essere evitate con un minimo di abilità nell’evitare i nemici della stanza finale.

Il gioco è tutto qui.

Missioni incomprensibili e/o inutili, accesso al boss finale fin dall’inizio dell’avventura, gameplay legnoso e scarno, fanno di questo titolo uno dei peggiori fatti fin’ora.

La cosa che mi stupisce è il gioco ha avuto non uno, ma ben due seguiti, rispettivamente Beyond Dark Castle (1987)

Dark-Castle

e Return to Dark Castle (2008),

Dark-Castle

tutti esattamente uguali a quello qui processato.

Ma come sempre, lascio il giudizio alla giuria.

About author

Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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