Outsiders: Mega Man Starforce 3 – Black Ace

Outsiders: Mega Man Starforce 3 – Black Ace

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Megaman-Starforce-3

Per la discussione di oggi vi parlerò del capitolo finale di un ciclo, che a me, è piaciuto tantissimo.

Parliamo di…. Mega Man Starforce 3 Black Ace.

Come dicevamo terzo e ultimo capitolo della serie Starforce iniziata a fine del 2007.

Sono passati alcuni mesi dalla fine della battaglia con la dottoressa Vega e il suo folle piano di ricostruire e soggiogare l’impero di Mu.

Il gioco inizia in una notte dove due ragazzini, che scopriremo in seguito avere un ruolo fondamentale nella storia, osservare una strana meteora rossa che si stà avvicinando alla Terra.

Il giorno dopo ritroviamo il nostro protagonista, Geo Stelar, in una normale giornata scolastica. Dopo un primo scambio di battute si intuisce il primo grosso cambiamento della tecnologia.

Adesso molti abitanti, oltre ad avere il navigatore, hanno anche un Wizard, che non è altro che un assistente virtuale, fatto di onde EM, dotato di una propria intelligenza e personalità.

Inutile dire che Omega-Xis diventa il naturale Wizard di Geo.

Durante la lezione il navigatore ottiene un aggiornamento che lo trasforma in un Hunter-VG.
E questo upgrade porta a due risvolti:

1) Ancora una volta tutte le brotherband fatte in precedenza spariscono (eh ma che due palle, uno si sbatte tanto per legare amicizie e ogni aggiornamento rovina tutto)

2) L’Hunter VG ora è un terminale più completo che riconosce anche delle voci caricate al suo interno. Infatti quando verranno nominati posti, persone o oggetti “interessanti” al proseguire dell’avventura, il nostro moderno smartphone ci avviserà con un metallico “keyword”.

Finita la lezione ci sposteremo sul tetto della scuola dove Mega rimprovererà Geo per non avergli chiesto il consenso all’aggiornamento del navigatore, visto che lui, di fatto, ci abita dentro.

Dopo questo divertente battibecco iniziale si passerà all’azione, infatti un virus ha mandato in tilt l’impianto idrico del giardino.

Geo ovviamente cercherà di entrare in azione ma…. non ci sono vortex in zona.

Per chi non si ricordasse questo particolare, i vortex non sono altro che quei “portali” dove Geo eseguiva il cambio d’onda e si trasformava in Megaman.

Niente vortex quindi, e cosa si fa? Niente paura!!! l’aggiornamento del navigatore a Hunter-VG ha avuto un altro beneficio, infatti ora Geo può fare il cambio d’onda dovunque.

E allora via, al grido “transcode, Megaman” Geo ridiventa l’eroe blu che tanto amo.

Si, ma aspetta…. ora siamo trasformati ma per accedere alle Wave Road? i vortex non ci saranno più, ma ci sono dei “punti info”, dove sarà possibile ottenere informazioni di vario genere, che fanno anche da accesso alla via di energia EM.

Da li a poco verremo catapultati nella battaglia e, come consuetudine, nel classico tutorial di combattimento.

Chi ha già giocato ai precedenti capitoli saprà già come muoversi, chi è neofita troverà un valido aiuto.

E da li via, il solito turbinio di luoghi da esplorare, missioni da svolgere, combattimenti da ingaggiare che ci porteranno un po’ alla volta, allo snocciolarsi della storia e al tentativo di salvare il mondo.

Siamo sinceri, Megaman non ha mai brillato, in nessuno dei suoi cicli, per originalità della trama.

Però cosa volete, sarà per quel sapore di gioco classico, sarà per quell’insieme di valori come l’amicizia, la fiducia nel prossimo e il sacrificio per la salvezza dell’umanità che a me è piaciuto tantissimo.

Il gameplay non è stato variato troppo, sicuramente è più bilanciato rispetto al concetto “social” del secondo capito, dove più amici reali avevi più potente diventavi.

Le missioni secondarie sono più evidenti, visto che verrà mostrato un bel Help sull’Hunter-VG del proprietario e sarà sicuramente più facile ampliare la schiera di Brother. Infatti oltre ai classici amici di Geo, Luna, Bud, Zack e Sonia, nel corso del tempo stringeremo “fratellanza” con altri personaggi, alcuni fondamentali nella storia, altri come ricompensa dell’aiuto fornito nelle missioni secondarie.

La cosa più interessante nelle battaglie è il concetto di “Noise” ovvero disturbo.

Parte fondamentale nella storia, di cui cercherò non spoilerarvi nulla, è il concetto del disturbo delle onde EM.

Ovviamente Megaman, dopo un iniziale problema col “noise” ne trarrà invece un grande vantaggio, assumendo varie forme di “evoluzione”.

Infatti combattendo in determinati modi (che non mi sono tutt’ora chiarissimi) nei vari scontri, potrà eseguire il cosidetto “noise change form”.

In pratica non sono altro che una versione avanzata delle trasformazioni che si ottenevano a metà dei precedenti capitoli.

La cosa interessante, secondo me, è che invece di essere “binarizzati” in un’unica forma dipesa principalmente dalla versione del gioco, qua si possono ottenere svariate trasformazioni, ognuna con particolari pregi e difetti.

Ogni forma sarà dotata di una propria “finisher”, un colpo devastante che aiuterà non poco nello scontro.

Come nei precedenti capitoli anche in questo caso avremo due versioni del gioco, che influenzeranno la “finalize” ovvero la forma finale e definitiva, che cambierà a seconda della versione, ma sarà utilizzabile solo nelle zona finale.

Graficamente non ci sono grosse migliorie palpabili, per lo meno nelle parti esplorative.

Nei combattimenti invece si vede una resa migliore delle mosse, specialmentele le finisher e una migliore gestione del campo di battaglia, che si trasformerà a seconda di particolari attacchi lanciati e subiti.

A livello sonoro invece ci sono state delle interessanti novità. Infatti adesso le frasi ripetute o ricorrenti verranno letteralmente gridate, così come le finisher verranno nominate prima dell’esecuzione, in puro stile cartone animato.

L’intelligenza artificiale resta nella media, non vi troverete mai, se avete un minimo di abilità e riflessi, a smadonnare per un combattimento.

Il gioco dura un 20-25 ore, un tempo più che buono per un action JRPG. Ovviamente se risolvete tutte le missioni secondarie e avete un completismo maniacale nella collezione delle varie battle card, il tempo aumenterà.

In conclusione, un titolo che consiglio agli appassionati della saga, ovviamente, anche per vedere come va a finire la storia.

Consigliato ai nostalgici dei giochi polically correct.

Sconsigliato invece a chi non legge l’inglese. Ah già non ve l’avevo detto, questo Starforce è l’unico non tradotto in italiano, quindi o vi recuperate la versione inglese come me (trovando qualche discreta offerta, visto che lo si trova a prezzi incredibilmente alti), oppure quella giapponese, se lo capite ovviamente.

Un gioco non per i Megaman puristi, quelli che: “ma che merda, Megaman DEVE essere un plataform”.

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About author

Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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