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Riapriamo la rubrica Outsiders. Questa volta vi darò le mie impressioni su Outland, gioco targato 2011, rilasciato solo in formato digitale per X-Box 360/PS3 e solo tre anni dopo per PC, sviluppato da Housemarque e pubblicato da Ubisoft.

Esiste anche una versione per Linux, ma venne rilasciata solo nel 2015.

Ma fatte tutte queste premesse, cos’è Outland?

Partiamo dalla storia. Il tutto è ambientato nel presente, un uomo aveva iniziato a sperimentare sogni e visioni del passato.

Tentò di prendere medicine per fermarlo, pensando che si trattasse di un problema medico, ma la medicina era inefficace; qui c’era qualcosa di più grande in gioco.

L’uomo decise di trovare uno sciamano per scoprire quale fosse il problema, cosa significassero questi sogni e visioni e per curarlo da loro.

Tuttavia, lo sciamano raccontò all’uomo le antiche storie di una battaglia 30.000 anni fa tra un grande eroe e le due Sorelle del Caos,

Outland

una che controlla la Luce dal Sole e l’altra che controlla l’Oscurità dalla Luna.

Le Sorelle furono imprigionate dopo la battaglia, ma l’eroe era perito nel processo. Lo sciamano informò l’uomo che era la reincarnazione dell’eroe e che le Sorelle del Caos sembravano sfuggire alla loro prigionia.

Quest’uomo era ora l’unico che poteva fermarli, e così andò avanti nel viaggio.

Noi quindi partiremo dalla capanna dello sciamano iniziando la nostra missione.

A livello di gameplay, Outland è un platform 2D con un’impostazione che, personalmente, nelle fasi un pochino più avanzate, ha ricordato molto anche gli shoot’em up.

Lo scopo del gioco è attraversare i vari settori della mappa, che si apriranno mano a mano che prenderemo determinati potenziamenti o sconfiggeremo i “boss di fine livello”.

Il fulcro del nostro viaggio sarà il Crocevia del mondo,

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dove verranno segnati i nostri progressi, e che aprirà i passaggi per i prossimi livelli.

Il gioco strizza molto l’occhio ad un gameplay classico, che però mischia elementi interessanti e grande dinamismo nelle azioni che si svolgeranno.

Il nostro eroe, rappresentato da un’ombra di un uomo,

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non avrà nome e non avrà una sua storia, forse per far immedesimare maggiormente il giocare.

I dialoghi saranno ridotti al minimo e limitati alla sola presentazione dei vari boss che mano a mano affronteremo.

L’eroe, come ogni platform moderno, dovrà acquisire vari poteri e abilità per poter proseguire la sua missione.

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Essi spazieranno da mosse “canoniche”, come le scivolate o le schiacciate a terra, oppure a nuove tecniche da usare in combattimento per sbarazzarsi dei nemici.

In questo senso il gioco ricorda molto quelli che io definisco i “Castlevania della seconda generazione”, ovvero quelli iniziati con Symphony Of The Night.

Ma sicuramente la caratteristica peculiare di Outland è il potere luce e ombra.

Outland

Nel primo terzo della missione il nostro protagonista guadagnerà due poteri contrapposti, che lo coloreranno di azzurro se starà utilizzando il lato luminoso e di rosso se userà il lato oscuro.

Non vi nego che in qualche modo, specialmente quando usa i primi, ha ricordato non poco un personaggio che ho amato nei telefilm, ovvero Automan.

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Ma se proprio vogliamo vederla giusta l’eroe ricorda il precursore del citato eroe digitale, ovvero i personaggi del film Tron.

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Una volta acquisiti i due poteri contrari e complementari, il gioco acquista un modo di affrontarlo sicuramente originale.

Infatti i nostri avversari, fin’ora neutri, acquisiranno anche loro le colorazioni blu e rosse. Questo cosa comporterà? beh se dobbiamo affrontare i nemici blu dovremo avere le “vesti” rosse e viceversa.

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Questa modalità però non si limita ai soli nemici, ma anche agli ostacoli. Infatti troveremo muri,fontane, cannoni e via dicendo che prenderanno i due colori.

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Ovviamente in questo caso il gioco sarà al contrario. Infatti saremo protetti se verremo colpiti da raggi del nostro colore, mentre subiremo danni al contrario.

Anche le piattaforme, muri e trappole si attiveranno se saremo in una modalità e si disattiveranno quando cambieremo forma.

Detta così sembra poca cosa, però vi assicuro che è una cosa tra il divertente e il frustante.

Come dicevo all’inizio queste fasi mi hanno ricordato molto delle fasi tipiche degli shoot’em up a scorrimento, specialmente a quelli “malati” pieni di uno stormo infinito di proiettili da evitare.

Outland

Outland

In Outland non siamo mai a questi livelli, visto che il cambio tra luce e oscurità aiuta, però in alcuni passaggi è complicato passare senza venir colpiti.

Nel corso del gioco troveremo delle zone dove potremo acquistare i classici “upgrade di statistica”.

Infatti sganciando il “giusto compenso monetario” otterremo nuovi cuori che aumenteranno la nostra barra della vita, o nuovi punti abilità per le tecniche a energia.

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Il gioco personalmente è molto divertente. Un misto tra i vecchi platform tipici degli anni ’90 con quel giusto mix di novità e svecchiamento del gameplay.

Purtroppo il gioco soffre di un problema che a volte può essere odioso. Infatti il protagonista è molto piccolo e a volte si confonde con lo schermo, per cui si perde momentaneamente il suo controllo.

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La difficoltà non è altissima e, escludendo i due boss finali, più ostici della media, e alcuni passaggi di alcuni schemi, il gioco è molto giocabile e godibile.

Sicuramente non è un gioco per tutti, visto che strizza più l’occhio ai vecchi giocatori più che alle nuove leve.

Va provato? si, sicuramente è un gioco da piazzare nei momenti dove si vuole avere qualcosa di immediato, senza troppi scervellamenti in storie intricate.

Sicuramente devo ringraziare il gold dell’X-Box per avermelo “regalato”, sennò probabilmente avrei perso questo Outsider.

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About author

Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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