Outsiders: The Cave

Outsiders: The Cave

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«…Benvenuti, non lasciatevi spaventare dalla mia voce calda e misteriosa. Per centinaia.. No, migliaia, no. Decine di migliaia di anni… In molti sono venuti da me in cerca di ciò che desideravano di più…»

Queste sono le parole del gioco di cui andrò a parlarvi oggi, ovvero The Cave, classe 2013, rilasciato per le maggiori piattaforme dell’epoca Steam, PlayStation 3 e Xbox 360 (solo in formato digitale), iOS, Android e Ouya (che probabilmente si ricorderanno in due visto il “grandissimo successo”).

Il gioco è pubblicato da SEGA, sviluppato da Double Fine Productions e ideato da Ron Gilbert con la collaborazione di Tim Schafer.

Forse a qualcuno di voi suoneranno familiari i nomi di Ron Gilbert e Tim Schafer.

Beh non sono nientemeno che gli ideatori di alcuni dei capolavori Lucas Art, tra cui i primi due Monkey Island.

Per quanto The Cave non sia una nuova avventura grafica, ne riprende però l’idea di fondo di essere un gioco a rompicapi.

Sette personaggi in cerca del loro destino

La storia inizia con la presentazione dei 7 protagonisti della storia.

The Cave

Ognuno di loro ha una sua storia personale e entra nella caverna per cercare di ottenere ciò che desidera.

Ogni personaggio ha una sua abilità peculiare che servirà per attraversare determinate sezioni della caverna.

Il sistema di gioco

La cosa che rende particolare il gioco è il suo sistema di “collaborazione dei personaggi”.

Infatti a inizio partita dovremo prendere tre dei sette personaggi iniziali, o otto se contiamo che i gemelli sono in due ma contano come un unico personaggio.

The Cave

Addentrandoci nella caverna, per risolvere alcuni enigmi, sarà necessario “switchare” i vari personaggi e spostarli in determinate aree per poterli posizionare su interruttori o leve per permettere agli altri di proseguire.

Senza dubbio questo stile di gioco si è rivelato molto divertente e ingegnoso per creare enigmi collaborativi.

The Cave

Una scelta particolare è quella di non poter far morire i protagonisti.

Infatti lo dirà la stessa Caverna, che non può permettersi di far morire i suoi ospiti perché sennò andrebbe in mezzo a beghe burocratiche, o qualcosa del genere.

Le sessioni della Caverna

La scelta del trio influenzerà parte della sessioni visitabili nella caverna. Infatti ci saranno alcune aree comuni che verranno visitate indipendentemente dalla squadra formata, e altre invece tematiche per i personaggi.

Se le prime serviranno da enigmi generici e saranno solo sessioni con rompicapi da risolvere, nelle tre aree tematiche, una per personaggio scelto, approfondiremo la storia dell’esploratore protagonista della sessione.

The Cave

I dipindi della Caverna

Nel corso di tutto il viaggio incontreremo delle icone che rappresenteranno uno dei nostri eploratori.

Toccandole attiveremo un dipinto che rappresenterà una piccola parte della storia del protagonista rappresentato.

Parte del fascino del gioco è ricostruire tutta la storia che rivelerà il suo finale all’uscita di essa.

The Cave

Le mie conclusioni

In definitiva The Cave è questo, un gioco ad enigmi dove dovremo ricostruire la storia dei sette protagonisti.

E’ un gioco perfetto? sicuramente no. La cosa che ho sopportato meno è stata l’obbligatorietà di ripercorrere la Caverna 3 volte per ottenere le storie dei 7 protagonisti.

Il problema però non è stato nel ripercorre il gioco tre volte, visto che ogni volta si entrava in sessioni diverse non affrontate precedentemente.

Il problema è stato all’ultimo giro, dove, per forza di cose, uno solo dei tre esploratori era nuovo, mentre con gli altri eravamo già arrivati a conclusione.

Perché quindi non fare nove protagonisti invece che sette?

In fin dei conti sarebbero state aggiunte solo due sessioni in più, quelle specifiche del personaggio.

C’è stato chi all’epoca lo definì un gioco noioso.

Io onestamente così non l’ho trovato.

Forse gli enigmi sono abbastanza semplici da risolvere, non ho trovato grossissime difficoltà, anche se in un paio di casi sono dovuto ricorrere alle guide.

Secondo me un problema è il fatto che forse manca l’umorismo e un po’ la follia delle situazioni tipiche delle vecchie avventure Lucas Art.

Una cosa che mi ha fatto molto pensare è il viaggio che intraprendono i nostri protagonisti.

Chiaramente qui finiamo nello

<SPOILER>

SPOILER
Se ci pensate ci sono due cose che vengono rimarcate sempre durante il viaggio.

Il non poter morire e i finali dei protagonisti sempre negativi.

Al che mi è sorta una teoria, visto che poi i sette protagonisti vengono da epoche differenti tra loro.

Non è che i sette sono morti e la Caverna è una specie di purgatorio che dovrebbe farli redimere di quello che hanno fatto in vita, facendoli collaborare forzatamente con altre persone con cui condividono il destino?

Questa cosa è vagliata da un altro aspetto, che però si nota solo dal secondo giro in poi.

Infatti nella prima sessione di “recupero tesori”, i tre oggetti sono tenuti dagli scheletri di tre degli altri esploratori, il che darebbe una seconda validazione al mio ragionamento.

C’è anche da dire che nella fase finale, dove si ripercorre la scena del “recupero tesori”, tutto sembra gestito come un set cinematografico in fase di conclusione delle riprese, dove le trappole sono state “messe via” in scatoloni e ci sono fari da riprese ovunque.

Quindi la Caverna è realmente un purgatorio? è semplicemente un set cinematografico di intrattenimento?

Probabilmente al giocatore l’ardua sentenza.

Resta il fatto che secondo me è la teoria del purgatorio è affascinante, anche se probabilmente non ha fondamento.

</SPOILER>

Veniamo al dunque.

Va provato? sicuramente non lo comprerei a prezzi esorbitanti.

Forse i 12,99 Euro di Steam sarebbero tantini, visto che un giro della Caverna dura tre ore a farla grande.

Su Google play si trova a 3,31 Euro, che è un prezzo più che onesto.

Magari provatelo sul vostro tablet e fateci sapere se vi è piaciuto.

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About author

Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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