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Con l’arrivo del nuovo Uncharted ormai dietro l’angolo, pare che lo spirito d’avventura dei videogiocatori si sia risvegliato più assetato che mai, e allora quale momento migliore per SOEDESCO e Vertigo Games per riproporre al pubblico l’avventuroso Adam’s Venture?
Il titolo originale uscì in formato episodico su PC, per poi venire raccolto in un’edizione unica su PlayStation 3 ed è proprio su questa versione che gli sviluppatori hanno deciso di lavorare per proporre un totale restyling grafico del titolo per i PC e le console di nuova generazione.
Riuscirà questo remake a portare sulla cresta dell’onda questo titolo che prende spunto a piene mani sia da avventure moderne come Tomb Raider e Uncharted che da classici dell’avventura a enigmi, Broken Sword tra tutti, basandosi più sulla risoluzione di enigmi e sull’uso del cervello che sulle sparatorie?

Avete presente il classico avventuriero anni ’20? Bene, scordatevelo!

Ambientato negli anni ’20, Adam’s Venture: Origins ci metterà nei panni di Adam Venture, il logorroico e dotato di un pessimo senso dell’umorismo figlio di un grande esploratore. Assieme alla sua riluttante assistente Evelyn, il giovane si imbarcherà in un viaggio attraverso il globo che lo porterà da Oxford a Londra, passando per la Francia e perfino a Gerusalemme sulle tracce di una misteriosa cospirazione ordita da una sospetta corporazione religiosa chiamata Clairveaux intenzionata a controllare il mondo grazie ad antichi manufatti collegati a leggende bibliche come il Giardino dell’Eden, il Libro della Genesi e gli immancabili Templari.
Come intuibile da questo breve riassunto, la storia è scontata e già vista milioni di volte e oltretutto la sceneggiatura ed il modo in cui ci viene presentata rendono la trama di Adam’s Venture infinitamente inferiore a quella di altri titoli come Assassin’s Creed o Uncharted.
A peggiorare la situazione si aggiungono i pessimi dialoghi, talmente brutti che paradossalmente potrebbero apparire divertenti: Adam vorrebbe seguire il classico stereotipo dell’eroe sbruffone e senza paura che fa della sua arroganza il suo maggiore punto di fascino, ma purtroppo qualcosa è andato storto nella scrittura della sua parte e il suo pessimo senso dell’umorismo lo fa apparire più come un antipatico idiota che non un protagonista affidabile.

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Puzzle, rampini e pacifismo

Adam’s Venture: Origins parte in maniera assolutamente brutale: non vi sono introduzioni né altro, si inizia subito nello studio del padre di Adam con l’incarico di trovare un libro risolvendo un semplice puzzle. Appare palese fin dall’inizio che quello che in apparenza potrebbe sembrare un clone di Tomb Raider o Uncharted è in realtà un (blando) tentativo di imitare gli adventure/puzzle game di una volta, Broken Sword in primis. Se Adam’s Venture soffre nel reparto narrativo e in quello grafico (ne parleremo in seguito), riesce a recuperare una certa credibilità nel gameplay puro. I puzzle di Adam’s Venture sono ricchi e piuttosto vari, potremo passare dall’utilizzare l’aritmetica per attivare il voltaggio di alcune griglie elettriche, all’organizzare in maniera logica delle condutture del gas per attivare degli ascensori, a trovarci infine invischiati in rompicapo terribili i cui unici indizi sono delle date su delle lapidi e delle statue da ruotare. Se Uncharted dedica tutto il suo gameplay all’azione e al combattimento, Adam’s Venture dedica tutto se stesso alla risoluzione degli enigmi come metodo per permettere all’antipatico inglese di proseguire nella sua avventura. Purtroppo non tutti i puzzle sono strutturati bene e se alcuni avranno una facilità spaventosa, altri saranno dei veri rompicapo resi impossibili dalla totale assenza di indizi ed indicazioni di alcun tipo. Inoltre, avanzando nell’avventura potremo notare con un certo fastidio come nel mondo di Adam’s Venture nulla si può risolvere in maniera semplice: qualunque cosa richiederà la risoluzione di un puzzle per essere eseguita, dall’accendere un’auto all’attivare un semplice proiettore. Proprio il confronto con Uncharted rende evidente una caratteristica sicuramente inusuale di Adam’s Venture: si tratta di un gioco assolutamente pacifista, non ci sono armi di nessun tipo, né da fuoco né armi bianche, e mancano del tutto anche le care buone vecchie scazzottate così tipiche del genere. I pochi nemici che incontreremo infatti andranno superati con delle fasi stealth non perfette ma sicuramente in grado di spezzare il ritmo monotono del gioco.
Al di là della risoluzione dei puzzle, Adam’s Venture offre delle componenti di avventura e di piattaforme piuttosto divertenti, basate su un platforming piuttosto semplice, reso divertente grazie all’utilizzo di un rampino, ma le componenti d’azione si fermano qui, limitando così un potenziale che poteva essere sfruttato molto meglio per poter, quanto meno, cercare di somigliare all’azione adrenalinica proposta dalla serie di  Naughty Dog (quando arriverete alla sezione nelle miniere potrete capire a pieno che cosa intendo).
La transizione tra un livello e l’altro dei 21 che compongono l’avventura avviene in maniera piuttosto fluida ma estremamente lineare: nonostante il buon design delle aree di gioco infatti non avremo mai la possibilità di uscire dal sentiero battuto ed esplorare le zone in cerca di segreti e di oggetti collezionabili (da sempre un elemento fondamentale del genere adventure). Questa linearità rende l’avventura di Adam estremamente breve e, a meno che non si rimanga bloccati in un puzzle piuttosto ostico, è possibilissimo finirla in una manciata di ore.

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Next Gen questa sconosciuta

Detto in parole semplici e poco professionali, graficamente Adam’s Venture è semplicemente terribile! Non sembra affatto un titolo current gen, ma pare uscito direttamente dalla scorsa generazione. Escludendo alcune texture piuttosto buone in alcune aree del gioco, aiutate dal sistema d’illuminazione, il resto delle altre visuali di gioco è piuttosto scarsa e resa ancor peggiore da una delle ottimizzazioni peggio riuscite degli ultimi anni, che rende l’esperienza quasi nauseante a causa di una combinazione letale di cali di frame rate disastrosi, un popping costante e soprattutto uno screen tearing terribile. Nonostante le affermazioni su come il gioco sia stato ricostruito su un engine totalmente nuovo rispetto a quello del 2009, i modelli dei personaggi e soprattutto le loro animazioni appaiono di una qualità pessima, meccaniche e poco credibili. Anche le animazioni dei protagonisti sono estremamente scarse per non dire inesistenti e il volto di Adam riesce in ogni momento del gioco a trasmettere l’idea che il protagonista stia soffrendo per una bruttissima malattia cronica. Concludono l’ecatombe tecnica del titolo una serie infinita di bug e glitch che possono rendere estremamente fastidioso proseguire nell’avventura. Anche il comparto audio fa la sua parte con un doppiaggio in inglese che appare piuttosto poco professionale ed una serie di musiche poco efficaci.

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A voi la scelta

Adam è un protagonista terribile, probabilmente indegno di comparire anche solo nella stessa frase con alcuni eroi del genere come Lara Croft, Nathan Drake o l’avventuriero per eccellenza Indiana Jones ed il fatto che l’avventura che ci viene proposta non è né intrigante né originale ovviamente peggiora la situazione.
Se la narrativa di Adam’s Venture fosse stata scritta meglio e fosse stata data una libertà maggiore nell’esplorazione, probabilmente il titolo avrebbe meritato qualcosina in più nonostante gli evidenti limiti tecnici. Allo stato attuale Adam’s Venture risulta purtroppo una pallida imitazione di ben due scuole di adventure games, quella action di Tomb Raider e Uncharted e quella puzzle solving di Broken Sword, riscendo a fallire in entrambi i casi nel tentativo crearne un degno clone.
Gli evidenti problemi grafici e tecnici rendono la situazione piuttosto tragica e dunque allo stato attuale non posso assolutamente consigliare l’acquisto del titolo a prezzo pieno, ma se siete dei fan dei puzzle games, avete un senso dell’umorismo piuttosto strano o semplicemente avete voglia di avventura nell’attesa del calo di prezzo di Uncharted, potreste pensare di farci un pensiero non appena sarà disponibile in sconto

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Big Dan

Ceo Yessgame, da 30 anni gioco e penso che trasmettere la passione con un sito sia il miglior modo !

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