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Agony è l’ennesimo survival horror il quale con difficoltà cerca di emergere tra i cloni del genere, nonostante l’ambientazione giusta ma poco sfruttata. Sin dai primi teaser l’hype era alle stelle, sia perché graficamente rendeva giustizia al tema apocalittico, sia per gli spunti e le idee proposte. Madmind Studios non ci ha convinti a dovere. Possiamo tranquillamente affermare che Agony è vittima della sua stessa ambizione. Vediamo cosa è successo e perché non è andato tutto come le aspettative.

L’inferno

Veniamo catapultati in un batter d’occhio all’inferno. Non sappiamo chi siamo, non sappiamo il perché, non sappiamo come, ma ci ritroviamo all’inferno. L’unica cosa certa è l’esistenza di una Dea Rossa la quale ci parla di cose terribili e blasfeme. Come ogni horror degno di nota, invece che starne alla larga, decidiamo di cercarla per avere risposte e/o trovare un modo per fuggire dall’inferno stesso.

Ambientazione e grafica

Di primo acchito non possiamo far altro che apprezzare il mondo malato, le idee malsane degli sviluppatori nel creare Agony. Sangue alla “Raining blood” degli Slayer, corpi mutilati ed impalati, ossa come arredamento e tanta violenza. E ancora corpi rianimati impegnati in atti sessuali con demoni e succubi. Tutto questo rende un’atmosfera malata ed insana difficile da trovare in altri titoli. Per certi versi dopo qualche ora a forza di vedere budella e violenza di ogni genere si rimane come desensibilizzati e non si fa più caso all’orrore che stiamo vivendo.  Si vede che c’è stato molto lavoro e dedizione da parte del team di sviluppo, con effetti di luce, fumi, particelle nell’atmosfera,  lucentezza delle superfici e molto altro. Se proprio devo essere puntiglioso, ho trovato leggermente indietro rispetto al resto l’effetto del fuoco (anche se la distorsione del calore mi è piaciuta) ed il dettaglio dei personaggi.

Dinamiche del gameplay

Come ogni survivor horror, ma in genere ogni survivor, bisogna fuggire e nascondersi per sopravvivere. I quadri sono pieni zeppi di demoni che ascolteranno ogni rumore e saranno pronti a scannarvi. A nostra difesa, abbiamo solo la possibilità di nasconderci in rientranze delle pareti, e tumoli di cadaveri. Quando veniamo uccisi, la nostra anima vagherà per un breve periodo di tempo nel quale dovremo cercare un altro corpo da occupare.  A seconda della difficoltà che sceglieremo nel menù principale, troveremo la netta differenza tra facile e normale (per esempio troppa discrepanza tra la presenza di demoni nella modalità normale e la quasi assenza degli stessi nella modalità facile).
Un’altra faccenda scomoda in Agony è la ripetitività. Ci sono labirinti identici, cose da fare sempre troppo uguali, che diluiscono troppo l’attenzione sulla trama e sul da farsi. Avrei preferito magari il gioco meno lungo ma più intenso e coinvolgente.

Un ulteriore aspetto del gameplay che avrei migliorato è l’acquisizione delle abilità (tra l’altro poche ed inutili ). Quest’ultime saranno sbloccate prendendo dei frutti da alberi sparsi per l’Inferno. Altro fattore penalizzante sono i check point estremamente rari. Anche la I.A, dei nemici è discutibile, con sprite ed animazioni che vedono demoni incastrarsi nello scenario, o che vagano senza meta per i corridoi sono quasi imbarazzanti, e non più terribili e spaventosi.

Suoni ed effetti sonori

Ho trovato di scarsa fattura la realizzazione degli effetti sonori. Convincenti da un lato sono i passi dei demoni che ci cercano mentre siamo nascosti. Oppure le urla ed il passo affrettato di quando veniamo scoperti e ci rincorrono. La cosa fa salire notevolmente l’adrenalina. Ma d’altra parte ho trovato ripetitivo il sonoro di quando si è nei pressi di un nemico, che funge da allerta ed allo stesso tempo amplifica di terrore. Totalmente assente è la colonna sonora, che si limita a qualche nota prolungata o qualche motivetto angustio, ma nulla di simile ad una colonna sonora. In qualche scena non avrei sdegnato un pezzo Grindcore o Metal con chitarre pesanti e batteria sparata a mille!

Bonus ed extra

Una cosa che ho trovato interessante oltre l’aspetto del gameplay, sono i contenuti speciali. Non sono moltissimi ma interessanti e ci spingono a cercare in ogni angolo segreto dei vari livelli. Bisogna osservare alcuni quadri per sbloccare immagini, oppure raccogliere oggetti e lettere sparse per i quadri per ottenere nuove categorie.

Conclusioni

Un titolo con potenzialità che però rasenta la sufficienza per molti fattori negativi.  Si può quasi dire che in Agony i punti di forza sono al contempo le carenze che lo hanno reso un gioco discutibile. Gli ambienti audaci e dettagliati che descrivono l’Inferno nei modi più nefasti possibili, anche i luoghi favolosamente osceni e i suoni raccapriccianti diventano banali e noiosi alla lunga, la serie di labirinti ripetitivi, cacce agli oggetti senza fantasia e gameplay stealth debole. Insomma bene ma non benissimo.

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6.4

Grafica

7.5/10

Storia

6.5/10

Longevità

6.0/10

Gameplay

6.0/10

Audio

6.0/10

Pro

  • Grafica dell'enviroment
  • Effetti visivi
  • Ambientazione tetra ed apocalittica

Contro

  • I.A. dei nemici
  • Ripetitivo
  • Personaggi poco dettagliati

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About author

matteoborgi

Svezzato da mamma Nintendo e cresciuto su multipiattaforma, dagli anni '90 condivido la passione dei videogiochi e tutto ciò che ruota intorno ad essi. L'illustrazione come secondo amore. Il punk rock come terzo.

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