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Dreadstar - The Quest for Revenge

DreadStar è uno sparatutto a scorrimento verticale (Shoot’em Up) con suggestioni retro-arcade anni ’80, ma con moderne e frizzanti dinamiche di gioco.

Introduzione.

Il panorama dei giochi indie è attualmente parecchio affollato e  variegato. Le produzioni scadenti, specie sul PC, sono la maggior parte, ma alcuni giochi si segnalano per l’incredibile qualità, soprattutto considerando quante persone ci hanno lavorato (in molti casi una sola!) e quante risorse avevano a disposizione.

Con DreadStar, Augmented Irreality (composto da tre persone, inclusa quella che ha realizzato le musiche) rientra tra quei team che hanno fatto un ottimo lavoro e a breve andremo a esaminare il perché. Come premessa diciamo soltanto che DreadStar è uno sparatutto a scorrimento verticale (Shoot ‘Em Up) che si ispira per molti versi ai classici degli anni ’80, ma risente di contaminazioni moderne e variazioni nel gameplay che lo rendono un prodotto unico e godibile non solo per i nostalgici e gli appassionati di retrogaming, ma anche per chi si avvicina al genere cercando ore di divertimento e un pizzico di sfida.

DreadStar Base

Aspetto generale.

A prima vista, DreadStar sembra un puro e semplice omaggio agli anni ’80, con particolare riferimento ai giochi del Commodore 64, ai quali si avvicina non solo per la grafica, composta di semplici sprite a 8 bit con solo qualche basilare animazione per i boss, ma anche per le musiche, prodotte nello stesso formato e con sonorità molto simili. Tuttavia, a chi si sofferma maggiormente ad esaminare il gioco, appaiono evidenti contaminazioni moderne ed elementi di innovazione del genere che sono palesemente fatti per “svecchiare” la formula e renderla adatta ad uno stile  di gioco al passo coi tempi e in grado di divertire una gran varietà di giocatori, non solo gli appassionati di retrogaming e i nostalgici.

DreadStar Screen 01

Sparatutto “ignorante”, ma anche un po’ tattico.

Con una storia minimale, che fa da pretesto per catapultarci nello spazio alla guida di un’astronave, assetati di prede e di vendetta, Dreadstar ci propone sei livelli di gioco, ognuno rigiocabile in tre diverse difficoltà. Completando un livello sbloccheremo non solo il successivo, ma anche la successiva difficoltà per quello stesso livello.

Il miglioramento dell’astronave non avviene però, come nella maggior parte di questi titoli, “su campo”, bensì tra un livello e l’altro, attraverso un apposito negozio dove potremo andare a spendere le gemme raccolte dai nemici distrutti durante lo stage. Se il rilascio delle gemme da parte dei nemici è, grossomodo, casuale, la dinamica di doverle raccogliere mentre si schivano i proiettili nemici rende tutto molto più complesso ed interessante.

A volte dovremo scegliere tra sacrificare il “bottino” o i nostri preziosi punti vita e la scelta viene resa ancora più interessante dall’originale dinamica del “Warp Out”: in qualsiasi momento possiamo decidere di ritirarci prima della fine di un livello, rinunciando al boss e al premio finale che ne consegue, ma conservando tutte le gemme che abbiamo guadagnato. In caso di morte, invece, si ritorna al salvataggio perdendo le gemme e i miglioramenti ottenuti durante il livello (a parte l’esperienza, di cui parleremo dopo).

In questo modo, DreadStar introduce una minimale componente tattica, costringendo il giocatore a decidere se rischiare di perdere tutto in favore di ricompense maggiori o “rimanere vivo per combattere un altro giorno” e conservare un guadagno parziale ma sicuro. Specie nelle prime fasi, la seconda scelta può tornare molto utile per “farmare” le gemme necessarie a comprare equipaggiamento migliore e confrontarci alla pari con le prime escursioni nei livelli, che sono anche quelle più critiche, dato che servono a memorizzarne la struttura, i nemici e i relativi pattern di attacco. All’inizio la curva di difficoltà potrebbe apparire un po’ scoraggiante, ma la cosa verrà rapidamente superata se si ha la pazienza di accumulare abbastanza gemme per comprare qualche potenziamento.

DreadStar Shop

Diversificazione dei livelli e degli stili di gioco.

Il gioco, infatti, si focalizza maggiormente sul gunplay che sul bullet hell: in pratica sarà più importante imparare a prevenire gli attacchi nemici, ricordandone a memoria l’ordine di apparizione e abbattendoli velocemente, piuttosto che schivare un inferno di proiettili con manovre evasive difficilissime.

Ad ogni modo i sei livelli (i cui nomi sono stati scelti anche in base a fantasiose “citazioni” fantascientifiche) hanno design e caratteristiche differenti, non solo a livello tematico (si va dal campo di asteroidi al pianeta infestato da alieni di natura organica) ma anche nel modo in cui mescolano le due dinamiche o ne introducono altre. Ad esempio, nel campo di asteroidi dovremo solo aprirci un varco in una pioggia di rocce sempre più fitta, mentre in altri livelli dovremo abbattere velocemente i nemici prima che questi  riempiano così  tanto lo schermo di proiettili da rendere praticamente impossibile il riuscire a schivarli.

La componente progressiva del gioco non si manifesta solamente nell’acquisizione di armi, corazzatura e scudi attraverso il negozio, ma anche con una blanda “progressione del pilota”. Nel corso degli stage, anche quelli in cui veniamo uccisi, guadagneremo dei punti esperienza che ci faranno conseguire dei livelli e quindi dei punti da spendere in varie caratteristiche. Queste miglioreranno la potenza di fuoco delle nostre armi e quella degli scudi, ma si tratta di una componente lenta e decisamente secondaria rispetto al “loadout” della nave, che dovremo invece imparare ad adattare a seconda del livello che stiamo affrontando e della difficoltà scelta.

DreadStar Boss

Considerazioni finali.

Nel complesso, DreadStar offre varietà e divertimento, invogliando a ripetere e padroneggiare i livelli senza mai veramente costringere il giocatore a una sterile ripetizione di cose che sa già fare; piuttosto, finalizza anche le partite andate male ad un generale concetto di progresso, volto a rendere più abbordabili le sfide successive. Longevità e rigiocabilità ne guadagnano significativamente.

I livelli ed i boss sono progettati con molta cura, tenendo alto lo stendardo della varietà anche all’interno degli stage e non solo nel “modo in cui possiamo decidere di affrontarli”.

Il tutto rende DreadStar una piccola perla del mercato indie PC, adatta agli appassionati del genere Shoot ‘Em Up, sia che questi siano dei nostalgici in cerca di suggestioni arcade anni ’80, sia che si tratti di giocatori più moderni, che non disdegnano innovazioni fresche e diversificazione in un gameplay già consolidato da anni di successi in Sala Giochi.

Dreadstar: The Quest for Revenge

8.5

Voto Globale

8.5/10

Pro

  • Gameplay variegato e modernizzato
  • Grafica e sonoro a temi anni '80 molto riusciti
  • Diversificazione nei livelli

Contro

  • Curva di progressione iniziale un po' ripida
  • Scarso impatto della progressione in esperienza

By Variele

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