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È arrivato ieri Windbound sulle nostre console, PlayStation, Xbox, Nintendo, PC e Stadia. Abbiamo avuto modo di provarlo nei giorni precedenti al lancio e queste sono le nostre impressioni sul nuovo titolo di sopravvivenza che fa di Zelda il suo punto di riferimento.

Chi naviga per i mari lo sa, gli oceani sono luoghi fantastici, mai domi, pieni di mistero. Negli anni queste masse di acqua si sono guadagnate il rispetto dell’essere umano, sempre pronto a conquistarle, sempre pronto al fallimento. Non sono pochi quelli che hanno tentato, inutilmente, di scoprire tutti i segreti che nascondono e proprio come nella vita di tutti i giorni anche Kara, la nostra alter-ego di Windbound, ci proverà nel suo lungo viaggio.

Windbound è il nuovo titolo di 5 Lives Studios sotto la supervisione di Deep Silver (non uno a caso). Questo titolo dalle tinte indie prende come base dei disegni proprio The Legend of Zelda Breath of the Wild e un mix di generi da far convivere dolcemente (come le onde del mare) insieme.

Sopravvivenza e rogue-like si incontrano, si intrecciano, si porgono la mano e si aiutano e non nascondono affatto la loro presenza sin dall’inizio del gioco. L’obbiettivo è quello di attirare il giocatore casual tramite lo stile “fumettistico” e dare un’esperienza ardua agli amanti del survival game, il tutto accompagnato dalla sensazione di libertà che si ha quando, sulla nostra barca, salperemo i mari in balia dei venti.

Naufraghi in un mondo bello e misterioso

Windbound inizia proiettando da subito il giocatore all’interno del mondo di gioco e in tutte le sue difficoltà, occultando la trama in modo intenzionale. Come detto, impersoneremo Kara, unica superstite di una flotta di imbarcazioni distrutte dalla tempesta. Senza nulla, se non un coltellino, ci risveglieremo su una piccola isola. Qui inizia la nostra storia, qui andremo alla ricerca di tutti quegli indizi per conoscere meglio il popolo che vive e ha vissuto questi mari. Per portare a termine la nostra impresa dovremmo fare il pieno di risorse (da buon survival), salpare con la nostra imbarcazione verso nuove isole e attivare delle conchiglie poste in cima a delle torri di pietra (ispirazione presa dalle torri di Zelda).

Conosceremo man mano la storia una volta che avremmo attivato tutte le torri e superato una prova per ogni capitolo. I capitoli totali sono cinque il quale potranno rubarci dieci ore di gioco, o qualcosina in più. Man mano che proseguiremo nella storia, le mappe (prodotte in maniera procedurale) diventeranno sempre più grandi, con sempre più segreti e risorse da raccogliere, facendo attenzione ai vari pericoli che le isole nascondono.

E qui arriva una delle scommesse più grandi di 5 Lives Studios, l’elemento rogue-like: se moriremo dovremmo ricominciare tutto da capo, e se dico tutto da capo intendo dalla prima isola del primo capitolo. Perderemo tutte le risorse tranne quelle che avevamo nello slot “in mano” e la nostra imbarcazione. La cosa potrebbe diventare frustante ai non amanti del genere.

Questa decisione rende il titolo più in linea con lo stile survival mettendo così il giocatore nella scomoda situazione di pensare due volte prima di attaccare un animale o mostro che popolano l’isola, chiedendosi se effettivamente quei materiali potrebbero risultare utili e se le mie armi sono adatte a quest’ardua impresa.

Windbound ha però pensato anche a chi vuole solo godersi il viaggio, senza troppe complicazioni, con una modalità Storia dove alla fredda morte non ci ritroveremo al capitolo uno e la difficoltà dei combattimenti si abbassa. In fondo, Windbound è un viaggio, una scoperta continua, un perdersi tra le onde del mare. È una notte di luna sulla spiaggia con il tuo falò ad arrostire carne e pensare a quale isola visitare l’indomani con i venti a favore.

Senza la tuta da Campione ma con tante ispirazioni

Windbound non nasconde la sua ispirazione verso altre opere videoludiche, che sia il Campione di Hyrule Link di The Legend of Zelda, il ragazzino dal mantello rosso di RiME o i viaggi meravigliosi in mare di Wind Waker, Windbound lo mette sulla pubblica piazza. 

Ma non dobbiamo confondere ispirazione con copia. No perché per quanto Windbound possa prendere un po’ da Zelda, un po’ da RiME, il titolo mantiene la sua personalità. Ha il suo viaggio, ha i suoi elementi unici.

Sopravvivere, navigare e combattere: un po’ dure queste isole

La prima cosa che va ridetta è che Windbound è un gioco di sopravvivenza. Ciò che mette le meccaniche di questo genere di gioco sopra a tutte le altre. Crafting, esplorazione e combattimento sono fondamentali in questa avventura per proseguire il nostro viaggio.

Windbound ci sbloccherà i vari strumenti man mano che avanzeremo nell’avventura, ma sarà possibile anche scoprirli da sé. Se all’inizio ci avviciniamo ad un albero per abbatterlo il gioco ci ricorderà che ci serve un’accetta, rendendo il progetto disponibile nel menù di crafting. Il menù di crafting presenta un’interfaccia chiara e pulita divisa in due parti: materiali che possiamo creare e materiali che in quel momento abbiamo in mano o nella sacca da viaggio. Nella prima pagina troveremo le varie attrezzature divise per utilità: armi, utensili, nave e oggetti per la nave. Nell’altra, come detto, tutte le risorse raccolte durante il viaggio.

Ovviamente il crafting non è la parte principale della sopravvivenza, ma un giusto contorno, perché dovremmo anche mangiare per sopravvivere. Che siano bacche, carne, funghi ed altro, dovremmo cercare di utilizzare le scorte di cibo al momento opportuno per evitare di rimanere senza stamina e vita.

La seconda meccanica principale è l’esplorazione. Qui il tutto è concentrato sull’esplorazione con la nostra barca che vedremo da prima nascere come canoa per poi arrivare a diventare una zattera cinque stelle con comfort. Con queste migliorie potremmo attraversare ogni tipo di mare, affrontare i suoi pericoli senza timori alcuni, dominarli.

Nel mentre della nostra navigazione saremmo sempre impegnati ad allentare o tendere la vela per cavalcare il vento, stare attenti ai fondali bassi che potrebbero rovinare la nostra imbarcazione ed ai mostri marini che popolano le zone oscure dei mari.

 

Essendo un rogue-like il gioco genera il mondo di gioco in maniera procedurale, per il quale non vedremo mai due isole uguali.  Questa scelta fa si che il titolo non sembri mai uguale ogni volta che moriremo e ci toccherà ricomincia da capo, ma non rende giustizia al Level design che avrebbe, sicuramente, guadagnato di più con un mondo aperto senza mappe procedurale. Così si perde la magia che Windbound vuole trasmetterci.

Il terzo punto importante è il combattimento che è quello meno riuscito.  Windbound usa il classico combat system dei titoli terza persona: punta, attacca, schiva, ripetere. Il problema è che nulla è ben implementato. Il combattimento è legnoso, spesso frustante in quanto ci ritroveremo a perdere di vista la nostra preda tra una schivata e l’altra per via di una camera non proprio ottimale in queste situazioni ed un sistema di schivata troppo lento. Non sarà raro prendere calci in faccia.

Si hanno diverse armi, ma sono gli archi e le fionde quelli che veramente ci salveranno in ogni situazione, visto che funzionano meglio delle armi corpo a corpo.

Lasciati trasportare sulle isole dal vento

Mettendo da parte i problemi di Windbound come il combat system ed un sistema di mappe procedurali non proprio idonee all’avventura, non possiamo nascondere che il titolo offre un’esperienza solida. Il titolo ci regala viaggi, ambientazioni, colonna sonora geniale. Il mondo di gioco ci trasmetterà quella sensazione di libertà che è allo scopo del titolo.

Windbound ha problemi, problemi importanti come appunto il combat system, alcune isole anonime, il rogue-like che non può piacere a tutti e dunque godranno di un titolo a “metà” per chi sceglie la modalità Storia, ma non si può nascondere la sua unicità, un’anima propria.

 

“Un viaggio non del tutto completo, ma questa attraversata per l’oceano è stata speciale”.

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7.2

Grafica

8.0/10

Audio

8.0/10

Gameplay

7.0/10

Trama

7.0/10

Longevità

6.0/10

Pros

  • Disegno artistico
  • Sensazione di pericolo e libertà
  • Gestione inventario ed oggetti
  • Una propria identità

Cons

  • Sistema di combattimento
  • Vuole fare tanto ma si perde per i mari
  • Mostra tutte le sue migliori carte già dall'inizio

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