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Apollo Justice Intro

La giustizia non è un trucco, recitava la sigla di un cartone di fine anni ’90. E questo gioco, se vogliamo guardarlo bene, ha sia la parte giustizia che la parte di magia.

Stiamo parlando di Apollo Justice: Ace Attorney, uscito nel 2007 per Nintendo DS.

Apollo Justice Ace Attorney Cover

Quarto titolo della serie e primo capitolo con protagonista Apollo Justice. Onestamente non mi ero mai avvicinato alla serie prima d’ora. Conoscevo la serie, conoscevo un po’ la fama del protagonista storico, Phoenix Wright (anche per la quantità di meme che uscirono) ma non ho mai approfondito il titolo.

Per carità sarà anche il quarto titolo della serie, ma è anche un nuovo inizio visto il cambio di protagonista.
E quindi si parte col primo caso “Il nuovo asso”. Qui conosceremo il nostro alter ego, il ventiduenne Apollo, alla sua prima udienza in tribunale come avvocato difensore. Il nostro cliente sarà nientepopodimeno che…. Phoenix Wright.

Apollo Justice Gameplay

Il buon Phoenix, non più avvocato difensore per una faccenda di sette anni prima, viene accusato dell’omicidio del misterioso Shadi Smith. Possibile che l’eroe della serie sia diventato un criminale?

La nostra storia partirà da qui col processo/tutorial del gioco. Qui conosceremo anche gli altri personaggi che ritorneranno nel corso della storia. Primo tra tutti il nostro mentore/capo Kristoph Gavin, il procuratore Winston Payne e il giudice. Quest’ultimo sarà uno dei personaggi più strani del titolo. Pur essendo ligio al dovere e al far emergere la verità, sarà un pochetto boccalone e ingenuo in tutto quello che viene detto/fatto.

Questa prima avventura farà anche da palestra per capire tutto il meccanismo. Sicuramente la feature più divertente è possibilità di incalzare o obiettare le varie testimonianze direttamente parlando al microfono del DS.

Non vi nego che ho fatto una fatica immane per portare a termine questo capitolo, spesso non capivo quale prova si dovesse mostrare o che piega stesse prendendo il processo, un vero incubo.

Comunque in qualche modo ne vengo fuori e si passa alla secondo capitolo, dove scopriremo l’altra parte del gioco, l’analisi dei luoghi e la ricostruzione del caso dal lato investigativo.

Da qui in poi i restanti casi avranno tutti la stessa struttura narrativa. Parte di analisi, processo, nuova analisi a fronte dei nuovi risvolti fatti in tribunale, nuovo processo e sentenza.

Pur essendo alla lunga uno schema ripetitivo, i casi da risolvere saranno sempre interessanti e spesso bizzarri. Vi assicuro che mano a mano che ci avvicineremo alla verità, usciranno risvolti inaspettati e spesso incredibili. L’unica cosa che sarà sempre chiara fin dall’inizio sarà sempre e solo che il cliente non è un assassino, anche perché sennò per quale motivo difenderlo?. Il resto sarà tutto da scoprire.

Che dire, il gioco ricorda molto la struttura di un anime poliziesco… chi ha detto Detective Conan!!!

Detective Conan

che dopo muore qualcuno come al solito?.

Ogni sessione di un caso viene intervallata da un continua stile anime anni’80. Seguendo questa impostazione “animeggiante”, avremo un primo caso che istraderà tutta la trama principale, lasciando molti interrogativi e dubbi al giocatore, ma che verranno sbrogliati quando concluderemo il capitolo finale del gioco.

Questa impostazione mi è piaciuta molto. Per carità la tipologia del titolo è votata maggiormente a questo schema narrativo rispetto ad altri generi. Però siamo onesti, per chi ama giocare e immedesimarsi in una storia, è sempre un valore aggiunto.

La simpatia e la bizzarria dei personaggi presentati nel corso dei capitoli vi farà sicuramente strappare una risata in molte occasioni e vi farà affezionare ancora di più alle loro vicende.
I due personaggi più caratteristici saranno sicuramente i due antagonisti ovvero Apollo Justice, timido e impacciato all’inizio per diventare più incisivo sul finale, e procuratore “rockeggiante” Klavier Gavin.

Apollo Justice - Klavier Gavin

Loro due, rispetto agli altri, avranno anche un fattore gestuale che li focalizza e li rende più interessanti. Apollo sicuramente prende le basi dal suo predecessore Phoenix, con i suoi 

Apollo Justice Obiezione

in posa plastica, che sono il vero e proprio marchio del brand. Anche Klavier mi ha divertito tantissimo col suo modo di fare da rockstar facendo diventare, spesso e volentieri, l’udienza in un vero e proprio spettacolo musicale.

Sicuramente non è un gioco per gli amanti dell’azione sfrenata. Bisogna ragionare, valutare, e fare molta, anzi moltissima attenzione ai particolari. Ogni cosa che viene detta, letta e analizzata potrebbe essere la chiave del successo e della vittoria del processo.

Apollo Justice Gameplay 2

Da amante del genere giallo, sicuramente analizzare i luoghi del delitto, scoprendo questo o quell’indizio meno visibile all’occhio meno attento mi ha fatto immedesimare tanto nel protagonista.

Certo lo schema è abbastanza ripetitivo, cerchi dovunque finché non esce qualcosa di succoso, però arrivare al processo con ipotesi e idee sui fatti mi ha colpito molto.

I casi da risolvere saranno pochi, solo 4 (5 se contiamo il fatto che l’ultimo caso è diviso in due parti), però estremante lunghi. Il parlato è tanto, specialmente e giustamente nella parte processuale. Molto spesso si è osservatori piuttosto che protagonisti dell’azione.

E’ un male? forse si forse no. Se da una parte assisti solamente ad un telefilm e non puoi interagire, dall’altra i risvolti ti attirano tanto nella storia che non te ne accorgi.

Una delle feature fondamentali del gioco è la possibilità di salvare in qualsiasi momento. A fine “puntata” avrete comunque un checkpoint “standard”, però potrete decidere di salvare dove volete. Cosa significa questo? che non rifarete infiniti dialoghi durante il processo. Potreste farne due/tre parti mostrando questa o quella incoerenza nelle deposizioni e, non sapendo di preciso come procedere, salvare.

Se si perde il processo si potrà incominciare dall’ultima parte fatta senza riassorbirsi tutto il discorso. Non male no?

Quindi, tiriamo le somme. Un bel gioco giallo dai risvolti tra l’assurdo e l’incredibile, con una trama sempre coinvolgente e mai banale (anche se magari qualche caso può ricordare altri telefilm/anime del genere).

Azione di gioco non estremamente ridotta come in Zero Escape, ma sicuramente non esagerata. Consigliato a chi ama il genere giallo e, per una volta, vuole essere parte attiva alla risoluzione dei casi. Consigliato inoltre a chi vuole un titolo per “spezzare” dai soliti generi.

Per chi volesse addentrarsi in altri capitoli della saga consiglierei Phoenix Wright: Ace Attorney – Dual Destinies,

Phoenix Wright: Ace Attorney - Dual Destinies

seguito diretto di questo e secondo capitolo dove è presente Apollo, oppure la trilogia HD Phoenix Wright.

Attenzione che questi capitoli sono, a quanto ne so, disponibili solo in digitale e in lingua inglese.

See you next

Apollo Justice Ending

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