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Anno 1989… più o meno. La mia carriera videoludica era da poco iniziata, sul glorioso Master System di casa Sega.

Tra le cartucce che entrano in casa mia arriva Lord Of The Sword, uno di quei titoli marcati con l’etichetta viola, ovvero gli adventure role-playing.

Già, per chi non lo sapesse, quasi tutti i titoli Master System erano marcati con un bollino in alto a sinistra nella scatola che ne indicava il “genere di appartenenza”.

Ma torniamo al gioco e raccontiamone la storia, narrata ad inizio avventura, qui tradotta in maniera più o meno letterale.

“Diverse migliaia di anni dopo la caduta del signore dei demoni Ra Goan, Baljinya fu di nuovo di fronte a un grande pericolo.

In un piano per ripristinare il loro padrone, i seguaci di Ra Goan avevano ucciso il re legittimo come sacrificio.

La paura ha invaso le città di Baljinya e l’illegalità ha dominato la terra.
Un consiglio di anziani, cercando di ristabilire l’ordine, decretò che chiunque cerchi la corona deve prima superare tre prove.

1) Deve trovare l’albero di Marill, il simbolo della famiglia reale.
2) Deve sottomettere il goblin della valle del Balala.
3) Deve distruggere la statua del male.

Landau, un ragazzo coraggioso, decise di tentare queste imprese per la terra che amava, e partì alla ricerca del mago di Amon.”

Se guardiamo bene il testo originale notiamo una piccola cosa che forse oggi non passerebbe inosservata.

1) He must find the Tree of Marill, the symbol of the royal family.
2) He must subdue the goblin of balala valley.
3) He must destroy the statue of evil.

Notato niente? Si parla sempre al maschile, quindi non ci potranno essere donne che potranno intraprendere la missione.

Ma noi ce ne freghiamo perché non potremo fare scelte e potremo guidare solo il nostro prode Landau.

La cosa che salta subito all’occhio è che il nostro eroe ricorda molto, o almeno a me lo ha ricordato, Robin Hood. Sarà un caso che tra le armi a disposizione abbia un arco? coincidenze? io non credo.

Quindi muniti di arco e di spada dovremo per prima cosa raggiungere Amon per incontrare il mago.

Ma prima di proseguire, che tipo di gioco è Lord Of The Sword? Io più che un RPG classico, lo piazzerei più tra gli action RPG. Per molti versi ricorda Zelda II: The Adventure of Link,

Zelda2

col nostro protagonista visto di lato che dovrà muoversi avanti e indietro per la varie sezioni di mappa.

La nostra partenza sarà il villaggio di Harfoot dove troveremo un’unica casa aperta. Al suo interno un uomo con salopette e dei folti baffi.

Lord-Of-The-Sword

Mi ricorda qualcuno….. fammi pensare….. salopette e folti baffi…

Mario

no non mi viene.

Affronteremo quindi la prima zona di battaglia, una pianura dove gli specchi d’acqua saranno delle pozze sparse qua e la per il livello.

Lord-Of-The-Sword

Proseguendo entreremo in una fitta foresta, così fitta che lo sfondo sarà totalmente nero.

Lord-Of-The-Sword

Ma eccoci al villaggio Amon dove incontreremo il mago e ci darà uno degli oggetti che più abbiamo odiato, il libro magico.

Lord-Of-The-Sword

Perché?

Beh è presto detto. Da questo momento in poi, finché non lo distruggeremo nella montagna di fuoco, ci saranno dei nemici, i ladri, che se ci attaccheranno ce lo ruberanno.

Chiaramente basterà eliminarli per riprendere possesso dell’oggetto, però ricordo bene che le prime volte che giocavamo e spariva non ci facevamo caso, per cui uscivamo dalla zona senza libro e cui potenzialmente non potevamo proseguire la missione. E che si faceva? si tornava indietro sperando di ritrovarlo.

La nostra missione, come ogni RPG che si rispetti, sarà quella di andare in giro per Baljinya, “vedere gente e fare cose”. Tutto chiaramente risolvendo missioni “secondarie” che porteranno alla risoluzione effettiva delle tre quest principali per diventare re.

Veniamo quindi alle mie considerazioni, misto tra ricordi d’infanzia e valutazioni più oggettive.

Per essere un gioco del 1989, LOTS è molto vasto e vario. Senza dubbio ci sono molte tipologie di scene da affrontare, divise tra foreste, pianure, paludi ecc., e quest da portare a termine.

Lord-Of-The-Sword

Ma per quanto vario negli scenari presentati, essi alla lunga ,stufano. Purtroppo, per lo meno per come dovranno essere svolte le missioni, ci troveremo a girare su e giù per tutta la mappa ripercorrendo molte volte le stesse sessioni, dove il punto cardine sarà il mago di Amon. In alcuni casi, ma questo lo vedrà solo un occhio attento, alcune zone verranno realmente ripetute in due parti distinte della mappa.

Anche le città e la loro struttura sarà un “copia e incolla”. Troveremo N case chiuse ed un’unica aperta dove l’abitante sarà il famoso uomo baffuto con solo una salopette e tinta di capelli diversa.

Lord-Of-The-Sword

Una cosa su cui bisognava stare attenti era il “farsi dare la missione”. Nel senso che molto spesso bisognava parlare due o tre volte con lo stesso personaggio del villaggio, in modo che ci sbloccasse la scena successiva o l’apparizione del boss nell’aerea designata.

I punti di forza saranno i combattimenti. Alcuni nemici “normali” avranno uno specifico modo per essere affrontati o, per meglio dire, un modo “più intelligente” per eliminarli, specialmente usando in maniera astuta sia l’arco che la spada.

La vera chicca, a mio modo di vedere, saranno però le boss fight.

Lord-Of-The-Sword

Molte e abbastanza variegate nel loro modo di essere risolte.

Il top lo si raggiunge quando si affronterà la sfida nell’Elder Castle, nel quale parteciperemo un torneo dove dovremo batterci con i 5 campioni del regno. E vi assicuro che alcuni di essi non saranno facili, specialmente quello a cavallo.

Lord-Of-The-Sword

Ma qui ci veniva in aiuto un glitch del gioco. Eh già, anche all’epoca esistevano. Infatti in alcune condizioni durante il torneo, anche se non ricordo esattamente come, il gioco iniziava a rallentare per cui si poteva gestire meglio il combattimento e vincere più facilmente.

Altro piccolo difetto era la lunghezza del titolo. Nel senso non tanto letterale del termine, ma dal fatto che una volta iniziato bisognava portarlo a termine, visto che non si poteva salvare.

Per cui già all’epoca l’abbiamo giocato più e più volte segnandoci un po’ alla volta la “giusta sequenza” di luoghi da visitare, ottimizzando i tempi di risoluzione.

Ma fare un cazzo di sistema di salvataggio pareva brutto? Vabbè ce ne siamo fatti una ragione.

Lord-Of-The-Sword

Ma quindi è uno di quei titoli retrograme da provare una volta nella vita? Io che l’ho giocato all’epoca lo promuovo, ma più che altro perché è uno di quei titoli che mi hanno “forgiato” come videogiocatore.

Se dobbiamo valutarlo con occhio un po’ più critico, potrei dire che per essere un classe ’89 aveva molti spunti interessanti.

Da una parte abbiamo una vasta varietà di luoghi da visitare e missioni da affrontare, appesantite però da un’eccessiva ripetitività nel ripercorrere più e più volte gli stessi luoghi.

Abbiamo una grossa varietà di boss fight, che vengono diversificate anche dalla scelta delle armi da usare e dalla strategia da applicare.

Il difetto più grosso è dato, secondo me, dalla non possibilità di salvare durante la partita, il che appesantisce forse troppo l’esperienza ludica.

Questo infatti influisce in qualche modo la non possibilità al giocatore di poter “andare a zonzo”. Non che ci troviamo in un open world vasto, però, specialmente nelle prime partite, se non si segue il giusto iter di eventi, si rischia di disperdere il tempo e non concludere la missione.

Queste erano le mie opinioni in merito, sperando di aver “portato alla luce” un titolo magari meno noto.

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About author

Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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