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Tell Me Why – Recensione

Dopo averci emozionato con Life use aver dimostrato con Life is Strange 2 non è stato frutto di casualità, i francesi di Dontnod ritornano con un altra avventura grafica, Tell Me Why, per Xbox e PC. Un’avventura grafica che mantiene le caratteristiche del genere, ma ne aggiusta piccoli dettagli.

Uno dei dettagli aggiustati è sicuramente quello del lancio degli episodi. A differenza di Life Is Strange, Dontnod ha deciso di fare uscire per Tell Me Why 3 episodi nell’arco di pochi giorni. Il primo episodio fu lanciato il 27 agosto, domani arriva il secondo episodio e il 10 settembre avremmo modo di proseguire la nostra avventura con il terzo episodio. Tutti gli episodi saranno disponibili su Xbox e PC attraverso il GamePass “gratuitamente” per chi possiede un abbonamento.

Noi abbiamo avuto modo di giocare tutti e tre gli episodi e possiamo recensire la storia dei gemelli Ronan.

I RICORDI DEI GEMELLI

Iniziamo dalla base, come si gioca Tell Me Why? Se conoscete bene Life is Strange partirete sicuramente avvantaggiati, in quanto la formula è praticamente la stessa: controlliamo un personaggio in terza persona, esploriamo scenari alla ricerca di risposte e prendiamo parte a dialoghi che possono alterare il corso della storia.

Uno delle piccole modifiche adottate da Dontnod rispetto ai precedenti giochi è la libertà che ci lascia di rispondere o meno a delle domande o “immischiarci” in una conversazione tra due persone: se per esempio passiamo vicino ad un negozio, possiamo sentire qualcuno parlare di qualcosa di interessante o meno, premendo LT ci si aprirà una schermata con varie opzioni di dialogo, sarà nostra scelta decidere se fare qualche domanda o lasciar scorrere. Di sicuro una modifica piccola, ma che ci mette di più nei panni dei personaggi.

Si, personaggi, perché a differenza di Life is Strange 1 e 2, in Tell Me Why avremmo modo di utilizzare entrambi i gemelli Ronan, Tyler e Alyson. Ogni personaggio ha il suo segmento di storia assegnato, così che spetterà a noi decidere chi vogliamo utilizzare in particolari momenti del gioco. Ancora una volta non è nessuna rivoluzione incredibile, ma sicuramente è divertente vedere la storia da due prospettive diverse.

Una cosa che abbiamo apprezzato di Tell Me Why è la maggior presenza di puzzle ed elementi investigativi. Non si trattano di puzzle con una componente difficile come poteva esserlo in Monkey Island 2, ma divertenti da risolvere. L’unica nota dolente è che i puzzle che hanno a che fare con il libro dei Goblins (Uno tra i più riusciti) siano, pressoché, circoscritti in un solo capitolo.

Altro elemento che i fan di LiS troveranno ed apprezzeranno è l’utilizzo del “potere”. Il potere è una forza soprannaturale che ci aiuterà nel corso della nostra avventura, in Tell Me Why questo potere è conosciuto come la Voce, che permetterà ai gemelli di comunicare telepaticamente e rivivere ricordi del passato.

E qui le cose iniziano a farsi interessanti. Potremmo utilizzare la Voce nel mezzo di un dialogo ed evitare che una terza persona senta il discorso per prendere decisioni importanti. Ma il suo maggior utilizzo è per rivivere ricordi.

I ricordi, a volte, non saranno identici per entrambi ed è qui che entra in gioco la particolarità di Tell Me Why e la voglia di Dontnod di metterci davanti a scelte difficili. Ci troveremo a scegliere se vivere un ricordo più dolce ma che possa ferita l’uno o l’altra, o se, effettivamente, esiste una versione più dolce di questo ricordo? Però è certo che tutto si incastra alla perfezione. “È come essere dei goblins che vivono nella casa di una principessa, e tutti gli abitanti di Delos Crossing (la cittadina dell’Alaska dove vivono) sono gli abitanti del bosco”.

Da piccoli, Tylor ed Alyson, utilizzavano scrivere piccole storie per rendere la vita reale più vivibile, lontana dai problemi che hanno dovuto affrontare. È come vivere in una favola, scrivere una favola.

Parlando di uno degli aspetti che più Dontnod ha dovuto affrontare è quello di aver utilizzato “il primo personaggio trans giocabile nei videogiochi”. Non staremo qui a parlare di questioni politiche, non c’interessano, ma possiamo affermare che Tyler è stato disegnato, caratterizzato e pensato bene.

Tell Me Why ci ha messo davanti a diversi problemi sociali e di forma sempre più matura come.i problemi sociali, quello famigliari e problemi di natura mentale. Tratta di questi temi mentre racconta una storia interessante che incanta e lascia spesso sorpresi.

 

 

 

 

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8.2

Grafica

8.0/10

Audio

8.0/10

Gameplay

8.0/10

Trama

9.0/10

Longevità

8.0/10

By Echo

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